La sconfitta casalinga contro i “cuginetti” del Leganes ha confermato la profonda crisi che sta vivendo il Real Madrid di Zidane. Fuori dalla Coppa del Re, lontanissimo dal leader Barcellona in campionato, il prossimo doppio confronto con il PSG in Champions potrebbe trasformarsi, in caso di eliminazione, nella classica goccia che fa traboccare il vaso e porre fine alla pazienza di Florentino Perez, dando anticipatamente inizio a quella che molti considerano una rivoluzione annunciata.

ZIDANE SOTTO ACCUSA – Il principale colpevole della situazione, per quanto riguarda dirigenza e tifosi, senza dubbio è l’allenatore. Lo stesso Zidane dopo la dolorosa sconfitta di Coppa lo ha ammesso, forse anche perché, pur cercando di difendere il gruppo e i proprio giocatori a tutti i costi, questi ultimi non sembrano rispondere in maniera adeguata. Al momento quel che continua a salvare Zidane dall’esonero è la storica stagione 2017 e il fatto che due degli allenatori che piacciono maggiormente al presidente Perez, Joachim Low e Pochettino, non siano sul mercato. Al disappunto della dirigenza madridista c'è da aggiungere la possibilità, paventata da voci dell'entourage del tecnico francese, che sia lo stesso Zidane a decidere di lasciare il Real a fine stagione.

RICOSTRUIRE UNA SQUADRA VINCENTE - Se è vero che il Real di Zidane è stato l'assoluto dominatore della passata stagione, è anche vero che alcune decisioni in ambito di mercato del tecnico transalpino sono la causa della situazione attuale dei Blancos. Zizou ha voluto dare fiducia alla rosa che l'ha portato per ben due volte sul tetto d'Europa, a vincere una Liga che mancava da troppo tempo in bacheca, e sembra quasi impossibile che la stessa squadra che ha vinto tutto oggi si trovi in una crisi che sembra non avere fine. Non bisogna però dimenticare che a questo Real Madrid, oltre ai gol di Cristiano Ronaldo, mancano Pepe, James Rodriguez e Alvaro Morata, giocatori che avrebbero potuto fare la differenza, ai quali il mercato estivo del Real non ha saputo proporre valide alternative. Che questa estate la squadra sia da ricostruire è chiaro per i dirigenti di Chamartin; la domanda che si fanno tutti è: chi arriva e chi parte?

ADDIO ALLA BBC - Se, come molti pensano, Zidane se no dovesse andare, il primo candidato a essere scaricato è senza dubbio Karim Benzema. Il francese segna poco, e quando segna i suoi gol non servono, come è capitato ieri contro il Leganes. Zinedine non rinuncerebbe a lui per nulla al mondo e quando gli acciacchi delle sue stelle glielo permettono continua a puntare sulla BBC (Benzema, Bale, Cristiano), cosa che in qualche modo ha irritato le nuove leve, Isco, Asensio, Lucas, sempre relegati in secondo piano. Aggiungiamo che anche CR7 sembra essere scontento del suo rapporto con il Real, non sarà per soldi, come titolavano i quotidiani sportivi portoghesi pochi giorni fa, che qualcosa non funzioni più come prima pare chiaro. È chiaro però che se Cristiano Ronaldo dovesse lasciare il Real, per non deludere la tifoseria, a sostituirlo dovrebbe arrivare una stella di prima grandezza e questo Florentino Perez lo sa molto bene.

IL SOGNO NEYMAR - In questi ultimi giorni, mentre si avvicina la chiusura del mercato invernale, si sono fatti molti nomi sui possibili acquisti del Real. E se non sarà per questa fine gennaio, Zidane ha ribadito più volte che non arriverà nessuno, a luglio c'è da aspettarsi un mercato pieno di botti. E se i vari Kane, Hazard, Icardi possono creare illusione, è lampante che il vero sogno nel cassetto, o meglio, l'asso nella manica per Florentino Perez, sarebbe l'acquisto di Neymar Junior. Se il Real dovesse farcela sarebbe un colpaccio e uno sgarbo agli eterni rivali del Barcellona. In Concha Espina 1, la sede degli uffici del Real al Bernabeu, sanno bene che il brasiliano sarebbe l'unico giocatore a poter eguagliare il carisma di Cristiano Ronaldo, se il portoghese davvero dovesse lasciare la capitale spagnola, e l'età di Neymar gioca decisamente a suo favore. Anche il capitale per un acquisto del genere, parliamo di qualcosa intorno ai 250 milioni di euro, se non di più, è all'altezza del Real, senza contare le continue dimostrazioni di malcontento dell'ex-barcellonista in quel di Parigi. Non si può però dimenticare che per il PSG è una questione di prestigio, perdere un giocatore del genere, che i francesi sperano faccia tremare il Bernabeu tra una ventina di giorni, significherebbe eliminarli dall'Olimpo del calcio Europeo, ma a Madrid sono convinti: se non sarà quest'anno sarà nel 2019, in qualsiasi caso Florentino Perez libererà Neymar dalla gabbia d'oro in cui è stato rinchiuso a Parigi.

DYBALA L'UOMO GIUSTO? - Questa estate, come detto, sarà un'estate speciale per il Real, una estate di ricostruzione; a meno che Zidane ancora una volta non sorprenda tutti e vinca la sua terza Champions consecutiva. Già da qualche tempo gli occhi degli osservatori dei Blancos sono puntati sul campionato italiano. Icardi era un oggetto del desiderio già a gennaio, non si farà, ma il tutto è rimandato a quest'estate. Il problema del portiere rimane in piedi, e Keylor Navas sarà un altro che, sia pur con un paio di anni di ritardo, farà le valige a giugno, e riprende forza l'ipotesi Donnarumma, soprattutto dopo il rinnovo di Kepa con l'Athletic Bilbao, se l'affare De Gea dovesse nuovamente arenarsi, il portiere del Milan continua a essere una delle opzioni straniere per difendere i pali de Los Merengues. Ma l’eventuale partenza di CR7 dal Madrid, nel caso Neymar tardi ad arrivare, in qualche modo deve essere compensata. Da qui l’idea de la “Joya” Dybala, Juventus permettendo. Un giocatore giovane, d’immagine che giocando con il Real, e con il giusto allenatore, potrebbe esplodere e essere l’immagine de Los Merengues quanto meno per il prossimo lustro. Anche se a Madrid qualcuno dubita, l’argentino della Juve non avrebbe ancora dimostrato di essere la grande promessa del futuro, quale miglior palcoscenico se non quello di un Bernabeu che ultimamente è abituato ad ascoltare più fischi che canti di vittoria?