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    Il Sassuolo è in Serie B: la genesi di un disastro. Il futuro non sorride, il mercato chiamerà i big

    Il Sassuolo è in Serie B: la genesi di un disastro. Il futuro non sorride, il mercato chiamerà i big

    • Gabriele Stragapede
    Era nell’aria, mancava solo la combinazione aritmetica. Il Sassuolo, 11 anni dopo la storica prima promozione nel massimo campionato italiano, retrocede in Serie B. Fatale la sconfitta in casa contro il Cagliari (che ha salvato matematicamente i sardi) e i successivi punti ottenuti da Frosinone ed Empoli. Era una missione impossibile, vista la pessima annata registrata dagli emiliani, che hanno messo a referto solo 29 punti, pur registrando successi importanti come la doppia vittoria sull’Inter (unica squadra in campionato a battere i nerazzurri) o il pareggio casalingo contro il Milan, tutti risultati che sembravano aver ri-alimentato le speranze di una salvezza che, alla fine, non è arrivata.

    STAGIONE DISATROSA – D’altronde, escludendo il doppio exploit contro i campioni d’Italia, il Sassuolo ha vinto solo altre 5 volte in Serie A, mai così poche da quando era stato promosso, collezionando anche 8 pareggi e ben 22 sconfitte (solo la Salernitana ha perso di più in questa stagione). A rendere ancora più pesante il passivo in quest’annata, sono i soli 42 gol fatti, ma soprattutto le 74 reti subite (anche qui, solo i campani hanno preso più gol in tutta la Serie A). Numeri che rendono chiara la modalità con il quale è arrivata questa retrocessione.

    NON E’ BASTATO BALLARDINI – La stagione del Sassuolo è stata segnata anche da due cambi di allenatore: Alessio Dionisi, complici i pessimi risultati e la crisi vissuta per tutta a prima parte dell’annata, è stato esonerato, lasciando spazio prima al tecnico della Primavera Bigica e poi al maestro delle salvezze disperate, Davide Ballardini, che tanto bene aveva fatto specialmente a Cagliari, Palermo e Genova, sponda rossoblù. Ma nemmeno l’arrivo di un allenatore così sapiente e di esperienza è riuscito a far trovare il bandolo della matassa in Emilia-Romagna, complice anche il grave infortunio occorso a Mimmo Berardi (al tendine d’Achille contro il Verona) che ha privato il Sassuolo del proprio numero 10, leader tecnico e capitano (che ieri, in ogni caso, non era presente al Mapei Stadium perché stava assistendo al Gran Premio di Formula Uno a Imola). Lì, il gruppo non ha avuto la forza di reagire, sciogliendosi come neve al sole. Non proprio il massimo della fortuna per una squadra che, nel 2016 con Eusebio Di Francesco in panchina, aveva stupito tutti qualificandosi, per la prima volta nella storia, in Europa League.

    UN DECLINO CHE PORTA A UN’ESTATE BOLLENTE – Un lento declino, quello vissuto dal Sassuolo, che mai era riuscito a ripetere un’annata simile a quel 6° posto (61 punti accumulati, record assoluto per i neroverdi), ma che nemmeno mai aveva vissuto i fantasmi di una possibile retrocessione, divenuta realtà oggi. Di errori ne sono stati fatti tanti, anche in sede di mercato. In estate la partenza di un giocatore come Frattesi non è stata compensata nella maniera giusta, giusto per citare un esempio. Ed è chiaro che, con questo risultato disastroso ottenuto sul campo, l’estate che vivrà il Sassuolo sarà decisamente escandescente, con tutta una serie di giocatori che, con ogni probabilità, lasceranno l’Emilia-Romagna. Dalla triade di portieri Cragno (può tornare a Monza, con la possibilità di restare al posto di Di Gregorio, cercato dalle big, oppure ripartire), Consigli, Pegolo (per questioni anagrafiche), passando per Ferrari (a fine contratto) e per Kumbulla, Viti e Doig (che interessa a Roma e Juventus) che possono avere mercato in Serie A, così come Thorstvedt (cercato dal Bologna), Boloca (su cui si registra l'interesse della Fiorentina) e Matheus Henrique. Ma i grandi casi riguarderanno Laurienté (osservato speciale della Juventus), Pinamonti (miglior centravanti italiano - insieme a Scamacca - in termini realizzativi, su cui pesa un contratto sino al 2027 con ingaggio pari a 2,4 milioni di euro netti a stagione: il Sassuolo lo valuta 10 milioni di euro, occhio a Fiorentina e Torino che l'hanno messo nel mirino) e, soprattutto Berardi (il giocatore più pagato della rosa emiliana, con uno stipendio importante pari a 3 milioni di euro netti a stagione), cercato dalla Juventus da anni, ma il cui infortunio può minare le certezze di un futuro in una big. E poi ci sarà da definire il destino dello stesso Ballardini, oltre che quello di Giovanni Carnevali che, insieme alla famiglia Squinzi, ha reso il Sassuolo una realtà da Serie A. Per il Sassuolo, tra contestazioni e realtà dura da accettare, sarà un’estate bollente, prima di un autunno in Serie B. Ora è il momento della delusione, ma presto servirà voltare pagina, con un progetto fresco, nuovo, degno della favola che è stata il Sassuolo, prima di cadere in questo incubo chiamato retrocessione.

    @cicciostraga7

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