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Gli orari delle partite di Serie A a partire dalla stagione 2021/22 diventano un caso. L'assemblea di Lega odierna ha regalato un vero e proprio giallo sulla proposta di uno 'spezzatino', ossia della distribuzione delle dieci partite di ogni giornata su dieci slot orari diversi (quattro il sabato, cinque la domenica e una il lunedì): prima l'approvazione della proposta stessa, poi la revoca della votazione e il rinvio delle valutazioni alla prossima settimana. Ore di caos, proviamo a fare chiarezza.

LA RICOSTRUZIONE - Inizialmente la proposta era passata con 13 voti a favore e 6 contrari, quelli di Bologna, Spezia, Sassuolo, Roma, Genoa e Sampdoria. Proprio le due società liguri e, in particolare, i loro presidenti Enrico Preziosi e Massimo Ferrero, sono stati i principali oppositori dell'idea di una Serie A con dieci slot orari diversi: pertanto, Preziosi e Ferrero sono stati i più attivi per la revoca della decisione e la votazione di una nuova delibera per annullare il voto, mozione passata con il voto contrario solo di Juventus, Lazio e Napoli.
NUOVA RICHIESTA A DAZN - Una settimana per la valutazione di soluzioni migliori, ma da quale punto di vista? "Da tutti i punti di vista: tecnici, dei tifosi ed economici", ha spiegato Preziosi all'uscita dall'assemblea. E proprio nell'aspetto economico è da ricercare il principale nodo della vicenda: una rimodulazione delle cifre che Dazn dovrà versare alla Serie A per il prossimo triennio. Il punto sul quale insistono i club contrari, capitanati da Genoa e Sampdoria, è che l'esistenza di dieci slot preveda dieci bonus e dunque più soldi che l'emittente digitale dovrebbe corrispondere per i diritti tv, trattandosi di una modifica rispetto delle condizioni rispetto a quelle presenti nel bando assegnato alla fine di marzo. Sarà questo dunque l'aspetto attorno al quale si concentreranno le prossime discussioni dei club di A in attesa del nuovo confronto di settimana prossima: il giallo spezzatino orari è solo all'inizio.