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Riciclaggio di denaro. È questa l'ipotesi investigativa che ha condotto l'Audiencia Nacional spagnola a disporre lo scorso martedì 18 febbraio 2020 una perquisizione presso la lussuosa mansion che il superagente Fali Ramadani possiede nell'isola di Maiorca, presso l'esclusiva municipalità di Calviá. Ne ha dato notizia stamani il sito d'informazione locale Ultima Hora (https://www.ultimahora.es/sucesos/ultimas/2020/02/23/1143683/blanqueo-capitales-mallorca-imputado-famoso-agente-futbolistas.html), che in un altro articolo connesso parla di un'operazione anti-riciclaggio internazionale di vasto raggio (https://www.ultimahora.es/sucesos/ultimas/2020/02/22/1143491/blanqueo-capitales-millonario-mallorca.html). All'indagine starebbero collaborando Europol e l'Agenzia Tributaria spagnola.

Per il momento il nome più illustre fra quelli al centro dell'indagine, oltreché il solo reso noto, è proprio quello dell'agente macedone di origini albanesi. La notizia della perquisizione, che sarebbe durata circa 6 ore e è stata condotta dagli agenti della Guardia Civil, è stata resa nota soltanto stamani. Si parla del coinvolgimento di altri personaggi del mondo del calcio, fra cui un ex calciatore che ha svolto carriera internazionale. Riteniamo di avere capito chi sia costui, ma in mancanza di conferme ufficiali da parte delle fonti investigative ci asteniamo dal menzionarne nome e cognome. Per il momento la sola certezza è che Ramadani sia nel mirino degli inquirenti spagnoli. L'articolo di Ultima Hora riferisce che la prossima settimana egli debba recarsi a Madrid per essere ascoltato dall'Audiencia Nacional.
Dunque in Spagna il mondo del calcio continua a essere al centro dell'attenzione da parte delle autorità giudiziarie e fiscali. L'ondata di procedimenti condotta a partire dal 2016, nei confronti di calciatori del massimo livello (fra i quali Cristiano Ronaldo) che hanno smistato verso paradisi fiscali i guadagni da diritti d'immagine, non è stata un episodio isolato. E se allora a innescare il procedimento furono le rivelazioni di Football Leaks, chissà che anche stavolta i documenti scovati dal whistleblower portoghese Rui Pinto non abbiano dato un apporto. Lo sapremo nelle prossime settimane. Per il momento rimane da registrare il fatto che Ramadani debba fare i conti col primo, vero ostacolo a una carriera che fin qui era stata una continua ascesa. Allievo del superagente israeliano Pini Zahavi, Ramadani ha saputo crescere abbastanza da rendersi autonomo. Ha fatto del mercato ex jugoslavo un suo feudo e allungato forti ramificazioni verso altri quadranti del mercato globale dei calciatori. Ha raggiunto questo scopo dopo aver fondato l'agenzia Lian Sport, con sede in Germania. Lian Sport ha inaugurato una branca anche a Dublino, la Lian Sports Ireland Limited che successivamente è stata ribattezzata Primus Sports Consultancy Limited.

A Maiorca, oltreché risiedere, Ramadani ha costituito un rapporto privilegiato col club locale. Da lì ha portato il giovane Tòfol Montiel alla Fiorentina, e proprio la società viola è stata per anni il principale club di riferimento, durante l'era-Della Valle. Un rapporto sul quale noi di Calciomercato.com abbiamo più volte puntato l'attenzione (https://www.calciomercato.com/news/le-mani-di-ramadani-sulla-fiorentina-dal-mercato-al-libero-acces-12006) e a proposito del quale abbiamo raccontato in esclusiva la curiosa traiettoria di Pedro Pereira: che per una stagione è stato responsabile del mercato estero per la società viola, ma appena un anno dopo era già organico a Lian Sports, ciò che in seguito lo ha portato a incassare commissioni dalla stessa Fiorentina per intermediazione di trasferimenti a nome di Primus Sports (https://www.calciomercato.com/news/la-fiorentina-sostiene-pereira-scelto-da-ramadani-e-l-uomo-piu-p-40106). Ma la Fiorentina non è il solo club italiano a avere lavorato con Ramadani. Basta guardare la scuderia di calciatori (fra gli altri: Pjanic, Maksimovic, Koulibaly, Handanovic, Jovetic, Ljajic, Kalinic, Milenkovic, Under, Rebic, Malcuit) per rendersi conto di quanto pochi siano i club italiani di prima e seconda fascia a non aver mai incrociato la strada del super-agente macedone. Che ha anche negoziato l'accordo per liberare Maurizio Sarri dal vincolo col Chelsea (club estremamente sensibile ai voleri di Pini Zahavi) e permettergli l'accordo con la Juventus. E magari adesso molti fra questi club saranno chiamati a dare qualche chiarimento sulle manovre effettuate con Ramadani.