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Umirati u lepoti, "Morire nella bellezza". La frase simbolo del calcio jugoslavo ha caratterizzato una storia centenaria ricca di talento ma povera di trofei, proprio perché il motto del movimento è anteporre maniacalmente l'estetica e la bellezza del gesto tecnico al risultato. Questo tipo di scuola ha generato fuoriclasse come Dejan Savicevic o Dragan Stojkovic, ma non ha quasi mai portato vittorie nei massimi tornei internazionali: è curioso che la Serbia, assieme alla Croazia massima erede di quella concezione, riparta proprio dal suo vecchio numero 10, in panchina come ct dopo la fase finale raggiunta a Italia '90 da "genio", per riformulare il diktat, ai Mondiali in Qatar: "Non morire nella bellezza" e per una volta arrivare, da sorpresa, fino in fondo alla competizione. L'esigente pubblico di Belgrado questa volta avrà pane per i suoi denti: il genio balcanico, da sempre accompagnato da indolenza e discontinuità a tratti quasi irritanti, si sposa con interpreti europei, fino a generare un mix che potrebbe rivelarsi perfetto. Dopo la mancata partecipazione a Euro 2020 e dopo aver battuto nei gironi di qualificazione il Portogallo di CR7, l'obiettivo ora è qualificarsi da nazione indipendente alla fase finale di un Mondiale, come mai è accaduto nella storia, in uno dei gruppi più difficili, il G, con Brasile, Svizzera e Camerun. Le Aquile vogliono essere la mina vagante in Qatar, dopo la rifondazione con una delle migliori generazioni di talenti locali: un gruppo dall’enorme potenziale offensivo.


LA ROSA: 

PORTIERI:
 Rajković (Maiorca), Vanja Milinković Savić (Torino), Dmitrović (Siviglia).

DIFENSORI: Milenković (Fiorentina), Pavlović (Salisburgo), Veljković (Werder Brema), Stefan Mitrović (Getafe), Mladenović (Legia Varsavia), Babić (Almeria), Eraković (Stella Rossa).

CENTROCAMPISTI: Lukić (Torino), Račić (Braga), Maksimović (Getafe), Gudelj (Siviglia), Kostić (Juventus), Sergej Milinković Savić (Lazio), Živković (PAOK Salonicco), Grujić (Porto), Ilić (Verona), Lazović (Verona).

ATTACCANTI: Aleksandar Mitrović (Fulham), Vlahović (Juventus), Jović (Fiorentina), Tadić (Ajax), Đjuričić (Sampdoria), Radonjić (Torino).

PROBABILE FORMAZIONE, (3-4-1-2): V. Milinkovic-Savic; Veljkovic, Milenkovic, Pavlovic; Tadic, Lukic, Gudelj, Kostic; S. Milinkovic-Savic; Mitrovic, Vlahovic.


IL CAMMINO - La Serbia si è qualificata ai Mondiali in Qatar grazie alla splendida vittoria del Gruppo A delle qualificazioni europee, dopo aver battuto il Portogallo di Cristiano Ronaldo all'Estadio da Luz di Lisbona, vincendo per 2-1 al 90' grazie a un gol di Aleksandar Mitrovic la sfida decisiva per il primo posto, ottenuto proprio per 3 punti, 20 contro i 17 dei lusitani. Per il bomber del Fulham 8 gol negli spareggi, conclusi con 6 vittorie, 2 pari (uno col Portogallo) e 0 sconfitte, 18 gol realizzati e 9 subiti.


IL CALENDARIO:

24 novembre, ore 20 - Brasile-Serbia
28 novembre, ore 11 - Camerun-Serbia
2 dicembre, ore 20 - Serbia-Svizzera


LA STELLA - Stella a cinque punte per il sopraffino talento della Serbia, che può contare su interpreti importanti in tutti i ruoli, anche se a spiccare sono soprattutto le cristalline doti offensive: uno su tutti, Sergej Milinkovic-Savic, forza straripante e tecnica che possono spaccare le partite, come testimoniato nella Lazio di Maurizio Sarri. SMS piace a mezza Europa e con il Mondiale vuole affermarsi definitivamente tra i migliori centrocampisti del mondo. Davanti la coppia di gemelli diversi, Dusan Vlahovic della Juve e Sasa Mitrovic, due centravanti differenti con una qualità in comune, la fame del gol, mentre sulle fasce ci saranno l'altro bianconero Filip Kostic e il capitano dell'Ajax Dusan Tadic, pronti a mettere una miriade di palle pericolose in area di rigore, con qualità e imprevedibilità. Tante le conoscenze della nostra Serie A, ben 11 calciatori: dal portiere del Torino Vanja Milinkovic-Savic, fratello minore di Sergej, al forte centrale della Fiorentina Nikola Milenkovic, dall'alfiere del Toro Sasa Lukic ai veronesi Darko Lazovic e Ivan Ilic, dall'altro granata Nemanja Radonjic al blucerchiato Filip Djuricic, fino all'ex Real ora in viola Luka Jovic. Insomma, grande abbondanza di talento ma anche tanta consistenza: non "morire" questa volta non è un'utopia.

@AleDigio89