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Tredici anni dopo l'ultimo precedente, quattordici anni dopo l'ultima volta in Serie A: stadio Rigamonti, va in scena il derby lombardo tra Brescia e Atalanta, ad inaugurare la quattordicesima giornata di campionato. Una delle stracittadine più sentite e pittoresche d'Italia, per rivalità e campanilismo, che però mai come questa volta vede un così ampio divario in campo, a livello tecnico e di classifica. I bergamaschi veleggiano nelle zone altissime della graduatoria, i bresciani sono il fanalino di coda della Serie A.

In campo questa differenza si vede tutta, non solo nello 0-3 finale: l'Atalanta, che è reduce dalla vittoria di Champions contro la Dinamo Zagabria ma che in campionato non vinceva da un mese, ovvero dal 7-1 rifilato all'Udinese, scende in campo con Muriel ad accompagnare il rientrante Ilicic e il Papu Gomez nel reparto offensivo. Gasperini tiene fuori Freuler e opta per Pasalic, in uno stato di forma pazzesco, a centrocampo, mentre Grosso sceglie di cambiare modulo, schierando la difesa a 3, lasciando in panchina Bisoli ma soprattutto scegliendo Balotelli al centro dell'attacco, dopo le polemiche seguite alla sua esclusione nel match contro la Roma, a fianco di Torregrossa.

Atalanta che parte fortissimo, come sempre, nonostante i soli 34 tifosi ospiti presenti a causa della protesta in seguito ai Daspo comminati agli ultras della Dea dopo i fatti di Firenze della scorsa stagione, in Coppa Italia. Anche una parte dei tifosi del Brescia non è presente allo stadio, in polemica aperta con il presidente Cellino dopo l'esonero di Corini e alcune scelte societarie poco gradite. Ilicic sembra subito in giornata, tanto che dopo 2' serve a Muriel uno splendido assist che il colombiano non trasforma nel gol del vantaggio atalantino.

Il primo tempo è solo nerazzurro: Ndoj perde tre palle a centrocampo, l'Atalanta vola in porta, con il Papu che fa il bello e il cattivo tempo. Il Brescia si vede solo con un nervoso Balotelli, che sfiora due volte l'ammonizione per una protesta veemente e un tete a tete poco edificante con Palomino, e con il solito Tonali, il quale sembra predicare nel deserto del proprio centrocampo.

Joronen salva su Muriel dopo 14', Pasalic si divora un'occasione d'oro dopo 18': l'Atalanta è debordante, tira in porta sei volte nei primi 8', ben sedici volte nei primi 45'. Mai aveva calciato così tanto nello specchio fin qui in Serie A. Il gol di Pasalic al 26', di testa su splendido cross di Castagne, è la conseguenza naturale di un dominio totale a tinte nerazzurre, seppur con la complicità di un poco attento Cistana. Il croato sfiora il raddoppio cogliendo il palo su assist di Gomez, mentre l'unico pericolo recato alla porta di Gollini dal Brescia è un colpo di testa fallito da Torregrossa.

I fischi che accompagnano il Brescia all'uscita dal campo al 45' svegliano i padroni di casa, che nella ripresa partono con ben altro spirito: è Balotelli a sfiorare il pari con uno splendido tiro a giro che spacca la traversa, ma nel momento migliore della Leonessa è la Dea a segnare. Ancora con Pasalic, al quarto gol stagionale, questa volta con uno gran colpo di tacco su imbeccata di Ilicic e dormita di Chancellor. La replica del Brescia è affidata ancora a Super Mario, quello in maglia bianca, fermato però da Gollini, prima del palo di Malinovskyi. Al 75' lo specchio del momento bresciano: Grosso sostituisce Torregrossa con Donnarumma, il pubblico fischia sonoramente l'allenatore, reo di non aver rischiato prima l'innesto. Il tre a zero di Ilicic nel recupero è solo l'ennesima doccia fredda per i padroni di casa e l'apoteosi per i tifosi ospiti. L'Atalanta torna a vincere a Brescia dopo 43 anni, l'ultima volta era l'ottobre 1976. Fischi e cori di dissenso al termine del match

La squadra di Gasperini, che fin qui aveva subito ben 21 gol in campionato, mantiene la porta inviolata e vola al quarto posto provvisorio. Il Brescia rimane ultimo e francamente, con prestazioni di questo tipo, sarà difficile salvarsi. Il cambio in panchina operato dal presidente Cellino, che ha allontanato Corini per prendere Grosso, non ha portato benefici ma solo problemi: squadra e allenatore sono palesemente scollegati, i tifosi rivogliono l'artefice della promozione e lo hanno più volte manifestato a gran voce. Dopo l'arrivo del nuovo tecnico sono arrivate ben tre sconfitte, cinque di fila con le due precedenti, accompagnate da nove gol subiti e zero realizzati. Un disastro, per una squadra che oggi sembrava giocare, nel primo tempo, con 8 difensori e 2 attaccanti abbandonati a loro stessi.

Un'ultima postilla sul grande protagonista della partita, Mario Pasalic, artefice dell'ultima vittoria di un trofeo da parte del Milan con il rigore realizzato a Doha nella Supercoppa del 2016 e non riscattato dai meneghini. Ci sarebbe stato male nella Milano rossonera di questo periodo, un giocatore del genere? Oggi il vero Super Mario è sembrato lui.

@AleDigio89


IL TABELLINO

Brescia-Atalanta 0-3 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 26’pt e 15’st Pasalic (A)

Brescia (3-5-2): Joronen; Mangraviti (40’st Morosini), Cistana, Chancellor; Sabelli, Ndoj (19’st Bisoli), Tonali, Romulo, Martella; Balotelli, Torregrossa (31’st Donnarumma). All. Grosso

Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Palomino, Djimsiti, Masiello; Castagne, De Roon (5’st Freuler), Pasalic, Gosens (28’st Hateboer); Gomez; Ilicic, Muriel (12’st Malinovsky)

Arbitro: Doveri di Roma 1

Ammoniti: 10’ pt Castagne (A), 19’pt Torregrossa (B), 11’st Palomino (A), 34’st MalinovskyI (A)