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Dybala. Immensamente Dybala. Il resto, la vittoria della Juve col primo posto assicurato a una giornata dalla fine, la sconfitta dell’Atletico che deve ancora conquistare la qualificazione, il ritorno di Ronaldo dopo le polemiche: tutto questo viene dopo, molto dopo. Dybala è la stella che illumina la scena. Gli altri, compreso Cristiano (quello attuale), possono ruotargli intorno in attesa che spezzi anche per loro il pane del suo genio. L’argentino segna un gol fantastico su punizione. Certo, c’è la complicità di Oblak, che forse non collega la punizione (così laterale da sembrare un calcio d’angolo un po’ più corto) con la presenza di Dybala sul pallone. Da uno così devi aspettarti di tutto. E infatti: palla sotto la traversa, Oblak paralizzato. Ma anche prima e anche dopo quel gol strepitoso, Dybala gioca un calcio inarrivabile per tutti gli altri. Un suo controllo di palla al volo è da impazzire. Le giocate sono di una tecnica sopraffina. Un anno fa era Ronaldo a oscurare Dybala, ora accade il contrario.

NON SI VEDE IL VECCHIO ATLETICO - Quando inizia la partita di Torino, l’Atletico sa che perderla sarebbe molto pericoloso, ma nemmeno pareggiarla per 0-0 o 1-1 lo favorirebbe. Vittorioso a Mosca, il Bayer Leverkusen adesso è a -1 e all’ultima giornata, ospitando in casa la Juve già qualificata e già sicura del primo posto, potrebbe scapparci la sorpresa. Meglio evitare, pensiamo. Così come immaginiamo una battaglia, una sfida rabbiosa. Macché. Questo Atletico non ha la stessa determinazione, lo stesso furore, la stessa grinta di qualche tempo fa. Il processo di rinnovamento esige il suo tempo e ora, fra ciò che era e ciò che vuole diventare, questa squadra è dentro un calcio ibrido.

POSSESSO JUVE - La partita è chiara fin dall’inizio. La Juve tiene sarrianamente palla (al 10' il suo possesso arriva al 78% e alla fine, nonostante la pressione finale dei colchoneros, sarà comunque del 59%), mentre l’Atletico, al contrario, punta sul recupero palla che, in quegli stessi 10', gli riesce due volte per merito di Thomas e demerito di Pjanic, e poi per merito di Herrera e demerito di Matuidi e in tutt’e due le occasioni si fa abbastanza pericoloso.

DECISIVE LE FASCE - Sarri sceglie Dybala accanto a Ronaldo, anche se oggi la coppia ideale, per condizione e ispirazione, sarebbe Dybala-Higuain. L’argentino e il portoghese, più per caratteristiche individuali che esigenze collettive, cercano lo spazio sulle due fasce, partendo ogni volta dalla linea laterale per tagliare al centro. E’ così anche quando i due si scambiano i corridoi laterali. Un triangolo, iniziato dall’argentino proprio dalla fascia destra, porta la Juve alla prima conclusione parata da Oblak. Quanto a Ramsey, deve occuparsi dello spazio centrale, lottando fra le linee di Herrera-Thomas e di Felipe-Hermoso, ma anche stavolta non aiuta la squadra ad alzare il livello tecnico: il gallese arriva dalla doppietta con cui ha portato la sua nazionale all’Europeo, eppure anche stavolta delude. L’Atletico risponde ai due larghi attaccanti bianconeri con i due terzini, in realtà due ali aggiunte dal cross molto preciso come Trippier e Renan Lodi. I quali godono di una certa libertà, visto che Dybala e ancora meno Ronaldo aiutano la fase difensiva.

IL RITORNO DI CR7 - La Juve riesce ad andare oltre a un buon palleggio solo quando Dybala conquista la scena. Il suo partner, invece, non incide. Il ritorno di Cristiano Ronaldo non incanta come qualcuno si aspetta, non è arrabbiato e non è rabbioso, non ha la solita rapidità, non salta mai l’avversario. Rispetto alle ultime esibizioni è un po’ più presente alla manovra, questo sì, ma non ne migliora il contenuto tecnico. In carriera ha segnato 25 gol all’Atletico, stavolta non ci si avvicina nemmeno. Che non sia al top si vede con chiarezza dopo un’ora di partita, quando scatta da solo in contropiede e si fa rimontare da Thomas. Il vero Ronaldo vede Thomas solo mentre esulta dopo aver segnato.

DYBALA E VITTORIA - Con un CR7 fiacco, ci pensa Dybala a incantare con la punizione del gol a fine primo tempo. A quel punto Simeone cerca di aumentare lo spessore offensivo con Joao Felix (nettamente il miglior portoghese in campo), Correa e Lemar, ma sull’unica palla-gol (di Correa) interviene come un fulmine De Ligt. Per la verità di palle-gol per l’Atletico ce ne sarebbe un’altra, ma Morata, proprio lui, l’ex tanto atteso, inciampa e cade prima di toccarla a porta vuota. Forse è in fuorigioco, ma senza il gol il Var non interviene. E’ la triste scena finale per un Atletico che non è più quello di un tempo.



Juventus-Atletico Madrid 1-0
Marcatore: pt 45' Dybala

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, De Sciglio; Bentancur (41' s.t. Khedira), Pjanic, Matuidi; Ramsey (18' s.t. Bernardeschi); Dybala (31' s.t. Higuain), Ronaldo. A disp. Buffon, Demiral, Rugani, Cuadrado. All. Sarri.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Trippier, Felipe, Hermoso, Renan Lodi (19' s.t. Lemar); Saul, Herrera (15' s.t. Correa), Thomas, Koke; Vitolo (9' s.t. Joao Felix),
Morata. A disp. Adan, Arias, Saponjic, Llorente. All. Simeone.

Arbitro: Taylor (Inghilterra).
V.A.R.: Atwell (Inghilterra).

Ammoniti: 31' p.t. Hermoso (A), 35' p.t. Bentancur (J), 40' p.t. Renan Lodi (A); 7' s.t. Saul (A), 13' s.t. Herrera (A)