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Questa è la storia della solita Atalanta-Lazio, eppure sempre diverso: negli interpreti, nelle scelte, sotto la stessa cappa di un'intensità folle e le folate di spettacolo. Da una parte all'altra, da una parte all'altra. Questa è la storia di una partita sempre molto sentita e sempre a limite, sull'orlo di una crisi di nervi, tesi verso l'ultrapressione, l'ultraverticalità. Questa è la storia di Muriqi, del cuore della Dea, dell'Atalanta che vince comunque, pure se messa alle strette. La storia del vento dell'est - come detto dalla Rai - e delle giocate da Champions League. Questa è la storia di un biglietto che pagheremmo sempre volentieri.

LE SCELTE - Tutto parte dalle scelte di Gasperini e Inzaghi, all'insegna di un turnover ragionato. I bergamaschi rinunciano solo ad Hateboer, out Strakosha, Luiz Felipe, Leiva (squalifica) e Luis Alberto - a riposo all'inizio Lazzari e Immobile -  tra gli altri per gli ospiti al Gewiss Stadium. Segnatevi questo: Pereira e Muriqi in avanti, segnatevi Malinovoski e Muriel, difensori mischiati ad attaccanti di continuo, in perenne mutazione, perché ne sentirete parlare dopo. 

CORO CONTRO VERTICALE - L'Atalanta inizia bene, meglio della Lazio, e dopo 7' va sopra con una certa facilità: sugli sviluppi di un calcio d'angolo Djimsiti non deve fare niente, gli tira la palla addosso Muriqi dopo una bella parata di Reina. Gol rocambolesco, ma la Lazio non sta in equilibrio contro l'Atalanta tempestosa nei primi minuti, la Lazio balla alla musica decisa dall'orchestra della Dea e sembra non tenersi in piedi. Ma si assesta, eccome. Una specie di monologo di Muriqi, un flusso di coscienza alla Joyce: Acerbi servito deliziosamente da Milinkovic scodella un pallone alto e lento. Uno di quelli che sono preda di un ariete d'area, se c'è, e c'è: Gollini vede Muriqi volare e pareggiarsela da solo. Ricordate, Pereira-Muriqi? Più Acerbi-Muriqi. Il difensore (?) dopo un anticipo saettante si inerpica in una serpentina brasiliana, affiancato dal solito Muriqi in modalità football americano. L'ex Sassuolo si sposta il pallone e porta i suoi sull'1-2. Non c'è tempo per respirare, lo spettacolo cresce di tono: Muriel fa l'Acerbi e salta due volte Hoedt, servizio rasoterra per Malinovskyi che fredda Reina per il 2-2.  Un coro contro la Lazio vertical, ma il sottofondo è comunque: questa è la storia, tanta identità è spettacolo. Questa è l'Atalanta-Lazio che dovrebbero bissare ogni domenica. E domenica c'è il bis.

CONTINUUM DI ALTO SPETTACOLO - La tecnica conta, la delicatezza della zampata di Milinkovic assesta un colpaccio all'Atalanta: lancio millimetrico per Lazzari di corsa verso Gollini, Palomino lo arpiona e per Pairetto non ci sono dubbi, rosso diretto. Ma non è morta la Dea, anzi è più viva che mai. Vento dell'est, Miranchuk approfitta di un grande break di Romero - altro difensore che fa la muta e si fa attaccante - (male Hoedt, molto male, ovunque lui) ed è 3-2 Atalanta, nonostante il tentativo di miracolo di Reina. Il disastro di Hoedt continua: stende Zapata in scivolata nosense, ma dagli 11 metri Reina salva tutto e neutralizza il rigore dello stesso colombiano. Tutto bene per lo spettacolo: la Lazio si porta in avanti nell'estremo tentativo di riprendere la partita, tutto il finale è elettrico, Gollini vola su Acerbi, Muriqi in fuorigioco sparacchia comunque alto. L'urlo nel Gewiss Stadium vuoto è della panchina dell'Atalanta che entra in campo vittoriosa al triplice fischio. Questa è la storia dell'impresa dell'Atalanta in 10 che vale le semifinali di Coppa Italia, questo è spettacolo e tensione pura, questa è la storia di una partita di calcio degna di questo nome, ed arrivederci a domenica. 

IL TABELLINO:
Atalanta-Lazio 3-2 (primo tempo 2-2) 
Marcatori: 7' p.t. Djimsiti (A), 17' p.t. Muriqi (L), 34' p.t. Acerbi (L), 37' p.t. Malinovskyi (A), 12' s.t. Miranchuk (A). 
Assist: 17' p.t. Acerbi (L), 37' p.t. Muriel (A), 12' s.t. Romero (A). 
Atalanta (3-4-2-1): Gollini, Djimsiti, Romero, Palomino, Mæhle (43' s.t. Caldara), Pessina, Freuler, Gosens, Malinovskyi (15' s.t. Zapata), Miranchuk (14' s.t. de Roon), Muriel (18' s.t. Toloi). All. Gasperini. 
Lazio (3-5-2): Reina, Patric (1' s.t. Parolo), Hoedt (26' s.t. Immobile), Acerbi, Marusic, Milinkovic-Savic, Escalante (17' s.t. Correa), Akpa Akpro, Fares (1's.t. Lazzari), A. Pereira (36' s.t. Lulic), Muriqi. All. Inzaghi. 
Arbitro: Luca Pairetto di Nichelino. 
Ammoniti: 11' p.t. Romero (A), 16' p.t. Malinovskyi (A), 22' p.t. Patric (L), 23' p.t. Fares (L), 12' s.t. Escalante (L). 
Espulsi: 9' s.t. Palomino (A).