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12.50 BERLUSCONI APRE A VIVENDI -  Ma il vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, rispondendo, dopo l'assemblea della società, a una domanda sui colloqui tra il gruppo e il colosso francese Vivendi ha confermato l'apertura al colosso francese come riportato dal Sole24Ore: "Con Vivendi i rapporti sono ottimi, gli ambiti di collaborazioni tanti, dalla pay tv fino alla possibilità di trovare un accordo che crei un'offerta di banda larga su triple pay". Pier Silvio Berlusconi ha aggiunto che "sono costanti anche i colloqui su vari temi con la famiglia Murdoch di SkyMediaset è pronta a una eventuale partnership ma non vuole vendere e vedo difficile tenere questa posizione con Sky".


9.00 - INCONTRO CON SKY - Era già successo in passato ma ora Rupert Murdoch, dopo anni di concorrenza serrata tra Sky e Mediaset, bussa nuovamente alla porta di Silvio Berlusconi per evitare che il biscione finisca nelle mani del colosso francese dei media Vivendi. Ieri, come riportato da Calcioefinanza.it,  secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario MF, il numero uno di 21st Century Fox, la società cui fa capo il 39.14% di Sky plc (la società di diritto britannico cui è da poco confluito il 100% di Sky Italia), avrebbe fatto visita a Berlusconi nella villa di Arcore per proporre all’ex premier la fusione tra le attività italiane di Sky e la pay tv del biscione Mediaset Premium.

La possibilità di un merger tra le due piattaforme pay attive sul mercato italiano è stata sempre smentita con forza dai due gruppi, impegnati a contendersi il mercato delle tv a pagamento, ma solo qualche mese fa Tarak Ben Ammar, il finanziere franco-tunisino che ben conosce sia Berlusconi sia Murdoch aveva indicato questo scenario come plausibile. “I gruppi di media in futuro con le piattaforme digitali dovranno trovare un accordo per operare in più settori”, aveva affermato Ben Ammar, “credo che qualcosa dovrà succedere anche in Italia tra Berlusconi e Murdoch e penso che in futuro si troverà un accordo”. “Io farei di tutto, se possibile perché ci sia una piattaforma e non due”, aveva osservato Ben Ammar, che nel frattempo è entrato nel board di Vivendi su designazione di Vincent Bolloré.

Mediobanca: dalla fusione vantaggi per entrambi gruppi

L’ipotesi di un’alleanza nel campo della televisione a pagamento tra il gruppo televisivo che fa capo alla Fininvest (che detiene anche il controllo del Milan) e il colosso europeo nato dalla fusione di BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia, secondo gli analisti di Mediobanca Securities porterebbe benefici per entrambi i gruppi. “Il settore della televisione a pagamento”, è la visione degli analisti di Mediobanca, “si sta evolvendo rapidamente sia a livello globale sia a livello continentale poiché l’interesse delle compagnie telefoniche per i contenuti premium sta aumentando quasi dappertutto. Ciò costituisce una notizia positiva per i broadcaster, dal momento che il valore degli asset pay potrebbe aumentare significativamente nel breve termine”.

Ma allo stesso tempo la concorrenza tra più operatori si sta traducendo in un significativo incremento dei prezzi per l’acquisto dei diritti, specie quelli relativi al calcio. Lo testimonia il recente esito della gara per i diritti tv della Serie A per il triennio 2015/2018, chiusa, nonostante i pasticci realizzati sul bando, con un incremento dell’incasso complessivo per i club di circa 100 milioni a stagione. Mediaset e Sky si sono infatti impegnati a versare ai club del massimo campionato nazionale 945 milioni a stagione contro gli 841 milioni messi sul piatto nel 2014/15 (erano 817 milioni nel 2012/13 e 829 milioni nel 2013/14).

Non solo, la competizione tra le due piattaforme si è tradotta anche in un forte incremento dei prezzi dei diritti tv della Champions League per il triennio 2015/2018. Mediaset si è infatti aggiudicata l’esclusiva per l’Italia della Champions per le prossime tre anni mettendo sul piatto 230 milioni a stagione, circa 700 milioni complessivamente. Il triennio 2012/2015 se lo era invece aggiudicato Sky, che aveva poi condiviso l’esborso con il biscione e con la Rai, per 190 milioni a stagione (570 milioni).

Ma è proprio l’incremento del valore dei diritti tv del calcio a minare alla radice la redditività delle due piattaforme satellitare. Se infatti i costi di gestione sono destinati ad aumentare, non è detto che gli abbonati e dunque i ricavi crescano alla stessa velocità. Proprio per questa ragione Mediobanca ritiene che una fusione Mediaset Sky possa contribuire a calmierare i prezzi dei diritti tv facendo aumentare di conseguenza la redditività.