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Lukaku, Lautaro e poi... il vuoto. La prima parte di stagione di Alexis Sanchez nel'Inter è stata tutt'altro che memorabile, per utilizzare un eufemismo: più infortuni che gioie per l'attaccante cileno, dato che sono 6 i gettoni, 5 in campionato e uno in Champions, per un totale di 240 minuti messi a referto, con 0 gol segnati e tante prestazioni abuliche, ultima quella di ieri contro l'Atalanta, nella quale è partito titolare per l'assenza del collega belga.

SOLO BENEVENTO, DIETRO A LUKAKU E LAUTARO SERVE ALTRO - Tanto fumo e niente arrosto per l'ex Barcellona e Manchester United, sostituito al 75' minuto dopo una prova incolore, non la prima di questo tribolato inizio: tranne che contro il Benevento, contro il quale è stato tra i migliori in campo, Sanchez ha messo insieme una serie di comparsate e prove opache, che spesso non hanno nemmeno fatto accorgere della sua presenza. Non bene per un reparto che, dietro ai soliti noti, fatica a trovare interpreti decisivi: la prima annata in nerazzurro era stata sino a questo punto dell'anno sicuramente più favorevole.
UN 'FANTASMA' DA 7 MILIONI L'ANNO - Lo stesso Antonio Conte, che ha sempre difeso El Nino Maravilla, non può dirsi certo contento delle sue prestazioni. Quando quest'estate ha spinto per la sua conferma, che poi ha portato il Manchester United a liberarlo a costo zero per consentire all'Inter di ingaggiarlo e togliersi uno stipendio monstre dal groppone, si aspettava un deciso salto di qualità nella continuità, minata spesso dai tanti problemi fisici del cileno: il quale però grava sulle casse nerazzurre con un triennale da 7 milioni di euro netti a stagione, per un totale di 21 milioni fino al 2023. Un po' troppo, per un calciatore che non si vede.

@AleDigio89