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Il day-after del caos e delle polemiche per il malfunzionamento del suo sito e la mancata erogazione dei primi bonus da 600 euro per i lavoratori colpiti dall'emergenza coronavirus, l'INPS (il presidente Tridico nella foto Ansa) prova a ripartire. Con regole e accessi diversi per i soggetti coinvolti: dalle 8 alle 16 di oggi, soltanto i patronati e i consulenti del lavoro (per conto delle aziende) potranno avere accesso alla piattaforma del principale istituto di previdenza italiano, mentre dalle 16 alla mezzanotte toccherà ai cittadini.

Un provvedimento necessario per ovviare al disastro verificatosi nell'intera giornata di ieri, anche se i primi riscontri odierni forniscono indicazioni contrastanti: "Oggi stiamo riuscendo a fare gli invii, anche se certo il portale Inps non è veloce come in una situazione normale" - dice a La Repubblica Anna Bilato, coordinatrice dei patronati Inca-CIGL in Veneto - mentre Fabrizio Baiocchi (responsabile dell'attività Inca nel Lazio) racconta: "Il sito non sta funzionando. E’ lento, spesso rimanda il messaggio che "non è disponbiile". Pochi minuti fa ho fatto l'accesso con il profilo del patronato, ma mi ha riconosciuto come cittadino e avvisato che sarei dovuto tornare dopo le 16".
Un lento e macchinoso ritorno alla normalità, insomma, ben lontano dall'efficienza tipicamente tedesca. Come testimonia - sempre a La Repubblica - Michele, un montatore video che lavora in Germania. "Sollecitato da un amico, venerdì ho fatto l'accesso al portale per la richiesta delle indennità riservate da Berlino ai residenti della città. Ho così prenotato la possibilità di inserire la domanda. "Via e-mail, sono stato tenuto aggiornato sulla mia posizione in coda (una coda telematica) e domenica ho avuto il via libera: attraverso il portale della banca, ho inserito poche informazioni e autodichiarato di aver subìto delle perdite di clienti per il virus. Alle nove e mezza di sera avevo chiuso la richiesta. Martedì mi sono stati accreditati 5 mila euro".

E la storia di Michele è quella di tanti lavoratori autonomi o di piccole-medie imprese fino a 5 dipendenti a tempo pieno, che nel berlinese sono state aiutate con bonus fino a 5.000 euro, a cui si possono aggiungere i 9.000 messi a disposizione dallo stato. Per le imprese più grandi, il fondo federale arriva invece fino a 15.000 euro. Tantissimi soldi, messi a disposizione in maniera quasi immediata dal governo tedesco, che ha tuttavia riscontrato a sua volta qualche problema di carattere tecnico (come per il caso INPS, anche lì si sono verificati disguidi a livello di privacy sui dati personali) per l'altissimo numero di richieste presentate.