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Siamo alle ultime curve. Lorenzo Insigne si prepara a lasciare il Napoli, l'amore di una vita. Fuori dalle coppe, mancano solo le nove partite restanti di campionato. Poi sarà addio, Canada, i milioni promessi dal Toronto. Lascerà un vuoto difficile da colmare. Spalletti sta iniziando a variare, capire come sostituirlo. A Verona ha giocato Lozano, spesso è stato adattato Elmas. Giocatori diversi, che almeno ad oggi non garantiscono il rendimento di Insigne.

Anche per questo, recuperato dal fastidio al flessore, Lorenzo giocherà dal 1' minuto domani contro l'Udinese. Lui a sinistra, Osimhen e Politano a destra. Regista offensivo, come sempre, l'uomo da cui passa il gioco del Napoli. Una vittoria darebbe continuità dopo il successo di Verona, terrebbe viva la speranza scudetto e allontanerebbe gli ultimi fischi. Ci è arrivato vicino Lorenzo, vicinissimo, l'ultima volta nel 2018, Sarri in panchina, 0-3 con la Fiorentina, Inter-Juve con il contatto Pjanic-Rafinha. Ora ha un'altra occasione, l'ultima. Il Napoli non è lontano dal Milan, sono 3 i punti di distacco.

Avanti un passo alla volta. Udinese, poi la Nazionale. L'Italia lo aspetta, il c.t. Mancini non ha mai dubitato di lui, anche quando dal Maradona arrivava qualche fischio. Insigne è elemento centrale nella corsa a un posto ai Mondiali. Giovedì 24 marzo la prima partita, contro la Macedonia del Nord. Poi, speriamo, la sfida decisiva il 29 contro una tra Portogallo e Turchia. Servirà anche il miglior Insigne. Prima dell'ultimi chilometri di corsa con il Napoli, ad inseguire il sogno-traguardo scudetto.