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11 punti di vantaggio a 9 giornate dalla fine - quelli dell'Inter capolista - sono un tesoretto che garantisce (quasi) sempre la conquista dello scudetto. Abbiamo qui analizzato la storia della Serie A da quando è stata inserita la regola dei 3 punti a vittoria - campionato 1994-95. Ebbene, qualche considerazione si può fare. La prima: non è mai successo che un +11 venisse dilapidato. La seconda: il +11 di Conte è il quarto vantaggio più corposo. Conte ha eguagliato se stesso quando - al 3° e ultimo anno sulla panchina della Juventus, 2013-14 - alla 29ª giornata comandava la classifica a 78 punti, seguito dalla Roma (67) distaccata di 11 lunghezza. Meglio di Conte hanno fatto l'ultimo e il primo Allegri juventino, più il Mancini che nel 2006-07 sedeva sulla panchina dell'Inter. L'ultimo Allegri - campionato 2018-19 - guidava la Juventus con 78 punti a +15 dal Napoli di Ancelotti. Il primo Allegri - campionato 2014-15 - aveva 14 punti di vantaggio sulla Roma (70 punti a 56). Il Mancini post-Calciopoli staccava la Roma di Spalletti con un +15.

Entriamo nel dettaglio per vedere quante volte è successo che la squadra che era in testa alla 29ª giornata - sempre considerando l’epoca dei 3 punti a vittoria - poi non ha vinto il titolo. E’ successo quattro volte. Attenzione, però: si trattava sempre di vantaggi minimi, con le inseguitrici incollate a chi cercava di scappare e con un vantaggio massimo di +4. L'ultimo campionato in cui il verdetto della 29ª giornata è stato ribaltato è stato il 2011-12, quando il Milan di Allegri aveva per l'appunto 4 punti in più della seconda. E indovinate chi era? La Juve di Conte. Che alla fine vinse lo scudetto arrivando a 84 punti (il Milan ne fece 80). C'è un'altra stagione rimasta nella storia per aver sparigliato i pronostici. E’ l’anno (il 2002) del 5 maggio fatale all'Inter, quando la squadra di Cuper e Ronaldo e Vieri perse sciaguratamente lo scudetto all'ultima giornata di campionato, arrendendosi alla Lazio mentre la Juventus di Lippi sbancava Udine e coglieva il titolo al fotofinish. Quell’anno alla 29ª giornata la situazione era la seguente: Inter 62 punti, Roma 59 e Juventus 56. Erano tutte lì, a giocarsi uno degli scudetti più avvincenti di sempre, tanto che in poche domeniche (la Serie A era ancora a 18 squadre) tutto cambiò.

Va detto però che quelle - a cavallo tra la fine degli anni 90 e l'inizio del Duemila - erano stagioni segnate da un’incertezza che durava fino alla fine. Nel 1999-2000 alla 29ª giornata la Juventus aveva un +3 sulla Lazio, che - anche allora - all'ultima giornata ribaltò tutto. Ricordate? Quello fu il campionato del Diluvio di Perugia e della sfida tra Perugia e Juventus (decisa da un gol di Calori) che durò - tra interruzioni e riprese - poco più di tre ore. L'ultimo caso di vantaggio rimontato è quello che ci riporta al campionato 1998-99. Alla 29ª giornata la Lazio di Eriksson conduceva la classifica con un fragilissimo +1 rispetto al Milan di Zaccheroni. Finì che nelle ultime giornate i rossoneri spiccarono il volo, approfittando di qualche passo falso dei biancocelesti. Fu a Perugia che il Milan di Maldini e Boban, di Abbiati e Bierhoff vinse 2-1 e rese vana la vittoria (2-1) della Lazio sul Parma. Tutto si era deciso la settimana precedente, con la Lazio che aveva frenato a Firenze (1-1) e il Milan che si era sbarazzato dell'Empoli sorpassando i rivali. Furono due vere imprese, quelle della Lazio e del Milan. Rese ancora più significative dal fatto che - con una Serie A a 18 squadre - la loro rimonta si sviluppò in poche giornate.