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Priva di Stefano Sensi, l’Inter di Conte perde concetto e palleggio. Troppo diverse le caratteristiche di Gagliardini e Vecino, così il tecnico salentino è chiamato a trovare un’alternativa che possa garantire alla squadra di potersi esprimere senza perdere identità. La soluzione sta negli uomini e nel modulo, per questo motivo l’ex c.t. in questi giorni ha lavorato molto sul 3-4-2-1. Fuori un centrocampista, dentro un attaccante, con un’idea ben precisa nella testa. Continuerà ad insistere anche nella settimana di avvicinamento alla sfida contro il Sassuolo, in presenza di qualche rientrante dalle nazionali.

PIANI DA RIFORMULARE -  Due indizi fanno una prova e Conte è troppo ricettivo per ignorare certi segnali: Barcellona e Juventus sono partite con un unico filo conduttore. Fuori Sensi, l’Inter si è schiacciata e non è più riuscita a ribattere colpo su colpo agli attacchi della squadra avversaria. Una lacuna preoccupante che dovrà essere colmata nel mercato di gennaio ma che nel frattempo richiede soluzioni d’emergenza. Ecco perché la formula con Lautaro, Sanchez e Lukaku prendeva forma nella testa dell'allenatore, ma il recente infortunio del cileno (botta alla caviglia) potrebbe in qualche modo complicare i piani del tecnico nerazzurro. Molto dipenderà dagli uomini a propria disposizione, perché un attaccante in panchina è sempre meglio averlo e senza Sanchez, con Politano titolare, rimarrebbe a disposizione solo il giovane Esposito.

BRUTTE NOTIZIE DAL CILE - Dal Cile intanto arrivano risposte poco confortanti: il colpo ricevuto da Cuadrado nell’amichevole tra Colombia e Cile  dovrebbe obbligare Sanchez a fermarsi, un primo esito medico parla di lussazione dei tendini peroneali della caviglia sinistra con interessamento del retinacolo dei flessori. C'è incertezza invece sull’esclusione di Sensi dalla sfida contro il Sassuolo, il centrocampista sta recuperando dal risentimento all’adduttore e solo in settimana si avrà una risposta definitiva. Sensi stringerà i denti per esserci, tiene molto alla sfida in quanto ex, ma sicuramente non correrà alcun rischio perché la sua presenza è determinante per l’Inter. Il primo a predicare prudenza è proprio Conte, che non a caso studia un modulo con Sensi e un modulo senza Sensi, proprio perché ha capito che non può essere la stessa cosa.