Che per Ivan Perisic non sia propriamente un momento magico è apparso evidente già più volte nel corso dell'ultimo mese con la maglia dell'Inter. Prestazioni altalenanti alternate al malumore del tifo nerazzurro per le ben note vicende legate al caso Icardi hanno e stanno condizionando il rendimento dell'esterno ex-Wolfsburg. E ai problemi con il club si stanno aggiungendo anche quelli con la Nazionale dove dopo il successo di misura sull'Azerbaijan è arrivata addirittura la sconfitta clamorosa contro l'Ungheria. Perisic rientrerà nei prossimi giorni a Milano, ma recuperarlo, più di Icardi, dovrà essere la missione principe di Luciano Spalletti per un duplice motivo.

IN CASO DI PERMANENZA - Sì perché se per Mauro Icardi probabilmente si arriverà a una cessione a fine anno, ancora non è stato deciso il futuro di Ivan Perisic. Ad oggi il suo rapporto con i compagni di spogliatoio non è più idilliaco, è logoro e la dimostrazione è arrivata contro la Fiorentina quando l'esultanza di Politano fu "strozzata" proprio dal croato. Se dovesse rimanere in nerazzurro Perisic dovrà tornare importante e decisivo per sé, per i compagni e soprattutto per l'Inter.

IN CASO DI ADDIO - Ritrovare Perisic, dicevamo, ha però un duplice motivo e strizza l'occhio anche al mercato. Sì perché se per Icardi il periodo lontano dalla squadra ha fatto sì scendere la valutazione ma non ha allontanato le pretendenti, per il croato, invece, l'attuale rendimento sta letteralmente azzerando il suo valore. A 30 anni compiuti il valore del suo cartellino è ben lontano dai 40 milioni richiesti dall'Inter. La scadenza al 30 giugno 2022 inoltre da un lato non spinge il giocatore verso l'addio anticipato e dall'altro mette i nerazzurri in una posizione di così ampio vantaggio da spaventare le pretendenti. Infine perfino l'unico, vero, grande e dichiarato estimatore di Perisic, José Mourinho, è oggi senza panchina. Perisic oggi vale poco più di zero. Ritrovarlo è il vero problema dell'Inter. Altro che caso Icardi!