Dalla Lazio alla Lazio. La storia di Spalletti all'Inter passa per le sfide con i biancocelesti: il 20 maggio dell'anno scorso la gioia più grande, con la meritata qualificazione in Champions League; il 29 ottobre un'altra vittoria sempre all'Olimpico, dove si vede la miglior Inter della stagione; ieri a San Siro l'altrettanto meritata eliminazione ai rigori in Coppa Italia, che praticamente può sancire la fine della sua avventura in nerazzurro. 

Spalletti non rischia l'esonero adesso, ma la sua conferma per la prossima stagione è sempre più in dubbio. I risultati sono ancora dalla sua parte (vedi il terzo posto in classifica), ma c'è la sensazione che stia perdendo il controllo della situazione. Proprio come l'anno scorso di questi tempi, la squadra sta attraversando una fase di involuzione. 

Non si capisce se i motivi siano più fisici, mentali o tecnico-tattici. In ogni caso i numeri non mentono: l'Inter fatica a trovare la via del gol e, se non ne prende tanti, deve ringraziare Handanovic. Migliore in campo in entrambe le ultime due partite giocate a San Siro. La Lazio ha fatto il doppio dei tiri in porta (10-5). E' vero che le due migliori occasioni per i nerazzurri sono state due conclusioni fuorimisura di Candreva e Lautaro Martinez, ma si tratta di due episodi isolati e quasi casuali. A differenza della manovra di gioco dei biancocelesti, molto più veloce e fluida. 

Senza dimenticare la strana coincidenza della presenza di Antonio Conte nei pressi della sede nerazzurra. L'ombra dell'ex ct dell'Italia si sta allungando sulla panchina di Spalletti, che forse pure per questo motivo continua a rilasciare dichiarazioni apparentemente in contrasto con le parole di Marotta. L'ultimo caso in ordine di tempo riguarda Perisic, che ora dovrà essere recuperato dall'allenatore, così come Nainggolan. Autore dell'errore decisivo dal dischetto (ha tirato lo stesso rigore di Acerbi), ma sicuramente non l'unico colpevole: ieri in campo si sono salvati soltanto i soliti Skriniar e Brozovic oltre ad Handanovic. 

Spalletti è poi chiamato a mantenere il terzo posto in classifica e andare il più avanti possibile in Europa League. Un trofeo che realisticamente sarà quasi impossibile vincere, viste le condizioni attuali della squadra e come soffre in particolare gli appuntamenti da dentro o fuori a eliminazione diretta. 

Gli altri tre quarti di finale hanno premiato la maggiore fame di Milan, Fiorentina e Atalanta, che hanno piegato tre avversari superiori sulla carta come Napoli, Roma e Juventus. Il mancato "triplete" dei bianconeri è l'unica magra consolazione per i tifosi interisti, già pronti all'ottava stagione consecutiva da "zero titoli". E che non vedono l'ora di tornare a gioire per le vittorie della propria squadra, anziché per gli insuccessi altrui.