Continui scossoni e cambi di proprietà: da Moratti a Thohir e da Thohir a Suning. Ma anche da Fassone, Bolingbroke e Liu Jun ad Antonello. Come da Mazzarri a Mancini, passando per Vecchi, de Boer e Pioli. L’Inter non ha avuto pace, è cambiata molto e in modo brusco. Ogni area della società è stata smantellata e ricreata e le scosse di assestamento si sono sentite eccome. Dal 2012 l’Inter non partecipa alla Champions, ma soprattutto è da troppi anni che i nerazzurri ripartono da zero con l’avvio della nuova stagione. Come sopravvivere e non vivere, come arrangiarsi alla giornata senza programmare e prevedere. 

L'ANNO ZERO DI AUSILIO - In questo senso qualcosa è cambiato. La strategia e la solidità di Suning hanno costruito una struttura che inizia a camminare sulle proprie gambe. A beneficiarne è l’Inter e anche Ausilio ha voluto specificare come quello che volge al termine sia stato un anno particolarmente importante per la società di corso Vittorio Emanuele: «Considero questo il vero anno zero dell’Inter, quello della ricostruzione. In precedenza abbiamo cambiato tre volte proprietà e in Europa è accaduto solo a noi. Adesso stiamo costruendo con una proprietà e un gruppo dirigenti solidi». 
LA CONVINZIONE - Parole che vanno anche a sostegno di Luciano Spalletti, supportato dallo stesso direttore sportivo, ma anche da Antonello e Gardini, che spingono per il rinnovo e la riconferma del tecnico toscano. Proprio per imprimere ulteriormente il timbro della continuità. La dirigenza italiana tutta è convinta che mai come quest’anno l’Inter abbia posto solide basi per la stagione che verrà e anche il parco giocatori inizia ad essere composto da elementi che hanno mercato. Questo soprattutto grazie al lavoro di Spalletti, che ha riportato disciplina all’interno di uno spogliatoio che troppo a lungo era rimasto privo di un vero leader.