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L’Inter alla ricerca di un ragionatore di centrocampo, su indicazione di Luciano Spalletti, bussa alla porta della Fiorentina per acquistare le prestazioni sportive di Borja Valero. All’annuncio, avvenuto il 10 di luglio, furono critiche nei confronti della società nerazzurra, rea - vista l’età dello spagnolo - di non aver tenuto conto dei progetti futuri del club. Ma il mercato offriva l’ex viola a prezzo di saldo e Ausilio e Sabatini hanno staccato l’assegno da 5,5 milioni di euro per soddisfare le richieste del tecnico toscano. 

Sull’altra sponda del naviglio, sei giorni dopo, il Milan chiudeva la trattativa con la Lazio per Lucas Biglia, che avrebbe visto scadere il proprio contratto con la Lazio nel giugno del 2018 e che rispetto a Borja Valero ha appena un anno in meno. L’argentino è stata una richiesta di Montella, ma trattare con Lotito non è mai semplice e per strapparlo ai biancocelesti ci è voluta un’offerta da 18 milioni di euro più 3 di bonus, che si aggiungono ai 3,5 milioni di euro a stagione che i rossoneri hanno garantito a Biglia fino al 2020, con opzione per un ulteriore anno. Fu un giubilo.

IL PARAGONE - A distanza di pochi mesi, però, è già tempo di nuovi bilanci, dato che i vecchi pronotici sono stati sovvertiti. Perché nel frattempo Borja Valero si è imposto in nerazzurro al punto di diventare intoccabile per Luciano Spalletti, mentre Biglia in rossonero è un punto interrogativo senza riposta. Da un lato l’investimento dell’Inter, 17,5 milioni di euro (calcolando l’ingaggio a lordo), dall’altro quello del Milan, 42 milioni di euro (senza tenere conto del quarto anno di contratto in opzione). Ad oggi i resoconti si mostrano tutti in favore del nerazzurro ma non è ancora tempo di bilanci definitivi. Biglia ha tutto per risorgere e il campionato è ancora lungo…