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Una rondine non fa primavera” si è affrettato a dire Conte dopo l’importantissima vittoria contro la Juve e il tecnico nerazzurro ha ragione. Troppe volte negli ultimi anni non si è risposto presente dopo una prestazione convincente, appena l’asticella delle aspettative si alzava diventava quasi impossibile superarla. Ma anche se Conte richiama i suoi all’attenzione non si può negare che finalmente questa rondine si è palesata nei cieli nerazzurri e ora i tifosi e l’ambiente aspettano davvero questa “benedetta primavera” (non me ne vorrà Loretta Goggi). 
 
 


Sapevo che l’Inter aveva le carte in regola per mettere in difficoltà la Juventus, ma non credevo che potesse essere così efficace nella gestione dell’intera partita. Fino a qui proprio l’incapacità di adattarsi ai momenti del match ha impedito alla squadra di ottenere risultati che sembravano facilmente alla sua portata. A detta di tutti i nerazzurri hanno giocato la partita perfetta e il 2-0 gli sta anche un po’ tanto stretto. Il pelo nell’uovo si trova sempre, la mancanza di precisione sotto porta ci porta a non chiudere mai partite che, soprattutto in questa stagione, poi si possono complicare parecchio. Ma finalmente l’Inter si è scoperta forte e sicura contro i rivali di sempre che, come dimostra la Supercoppa vinta contro il Napoli, non sono certo la squadra “materasso” che in molti hanno descritto negli ultimi tempi. Il destino ha voluto che fosse l’ex Vidal prima a baciare il logo juventino e poi a bucare il portiere bianconero per primo. Finalmente ottima la prova del cileno che ha aspettato proprio l’ex amata per dare il meglio di se, quasi come a dire: “hai visto cosa ti sei persa?”.
La rondine vola, ma ora non si può permettere di atterrare altrimenti il suo planare sarà stato tanto bello quanto inutile ai fini del viaggio. I 3 punti di domenica sera sono serviti per non far scappare il Milan che comunque è sempre davanti, non ci si può permettere nemmeno un passo falso finché i cugini viaggiano a questo impressionante ritmo. Contro l’Udinese non sarà affatto una passeggiata, poi arriverà proprio il Milan, per il dentro-fuori dei quarti di Coppa Italia, a precedere lo sbarco del Benevento a San Siro per la prima del girone di ritorno. Si deve marciare a ritmo indemoniato perché la corsa non finisce con i 3 punti ottenuti contro la Juventus. Stiamo vivendo un periodo di confusione e cambiamenti, la struttura societaria è ancora viva ma la proprietà sembra ad un passo dal cedere. Ora non bisogna farci caso, anzi c’è da sperare che la vicenda si risolva in fretta, ma la necessità adesso è quella di compattarsi e pensare all’obiettivo, c’è un campionato da giocarsi fino in fondo.

Marotta e Conte sono stati chiari, dal mercato non arriveranno aiuti. Si può sperare che sia un bluff che magari alla fine qualcosa possa succedere, ma data la situazione sarebbe uno sperare un po’ a vuoto. Peccato perché un intervento sul mercato sarebbe servito, quantomeno per colmare qual vuoto che da 2 anni abbiamo alla voce “quarto attaccante”. Non è detto che non si faccia ma è meglio non farsi troppe illusioni. Si può però concretamente pensare che a centrocampo qualcosa cambi. Nainggolan è partito ma il numero di centrocampisti a disposizione di Conte potrebbe aumentare. Eriksen (se non troverà collocazione all’estero) potrà essere “riciclato” come vice Brozo, ci si augura che Sensi possa trovare un minimo di continuità mentre Vecino è tornato abile e arruolabile. Se dovesse girare per il verso giusto con tutti e 3 Conte si troverebbe a disposizione una serie importante di scelte in un reparto che fino all’anno scorso gli ha dato parecchi problemi. In attesa del nuovo logo siamo pronti a rituffarci in campo a Udine perché a questo punto non si può mollare nulla.