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Prima Aleksandar Kolarov, adesso Arturo Vidal. Antonio Conte subisce il secondo tradimento da parte di un suo uomo, uno di quelli per cui si è battuto contro l’intera dirigenza nerazzurra per averlo nel proprio scacchiere. Il cileno non solo non brilla, ma risulta addirittura nocivo con due errori che costano all’Inter altrettanti gol. Prima un fallo di rigore inutile e superficiale, con un intervento sciagurato. Poi una distrazione fatale che manda in porta Hofmann, partito indisturbato alle sue spalle. Forse qualcosa non va.

MEGLIO TREQUARTISTA? E forse qualcosa non va nel ruolo di Arturo Vidal, probabilmente schierato fuori posizione, proprio come Kolarov. Arturo è un istintivo, non un ragionatore. Gioca più di pancia che di testa e forse messo lì, nel cervello della squadra, qualche danno rischia di crearlo. Probabilmente le cose potrebbero cambiare se il cileno giocasse qualche metro più avanti, per sfruttare le sue doti in zona gol e quella cattiveria che ha negli inserimenti. Caratteristiche che nessun trequartista attualmente a disposizione di Conte ha.

SERVIVA KANTÉ - Una mossa tattica che oggi Conte non si sente di azzardare, forse perché il mancato arrivo di Kanté non offre al tecnico salentino (per il 3-4-1-2)  un altro mediano da affiancare a Barella quando Gagliardini è fuori causa come in questo periodo. Vedremo come andrà quando l'Inter avrà recuperato il centrocampista italiano, ma ad oggi il mediano di Conte sembra essere Arturo Vidal, che però potrebbe dare molto di più altrove.