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L’Inter esce dalla “finale” contro il Real Madrid con le ossa rotte. La sconfitta contro i blancos condanna la squadra di Conte ad una quasi certa eliminazione dalla Champions League ancora una volta, per il terzo anno di fila, ai gironi. 

Il risultato sportivo si commenta da solo soprattutto se paragonato alle altissime aspettative di inizio stagione, a maggior ragione se consideriamo che il girone questa volta era assolutamente alla portata dei nerazzurri.

E come ogni anno dal 2012 in poi scattano i processi e si distribuiscono le colpe.

Sono sempre stato un sostenitore di Conte e lo sono anche ora, ma credo anche che il tecnico nerazzurro debba cominciare a farsi due domande su come stia andando avanti il suo progetto tecnico.

L’anno scorso l’Inter ha disputato una grande stagione, è vero non si sono alzati trofei, ma i progressi in termini di risultati e gioco sono stati evidenti. Un secondo posto ad un punto dalla Juve e una finale europea sono stati traguardi che dalle parti di Appiano non si vedevano da 10 anni. C’erano tutti i presupposti per partite da questa base e migliorare ulteriormente. Ma ormai sembra chiaro che qualcosa si sia rotto. 

La squadra in campo “sbanda”, non ha un’anima e purtroppo nemmeno una minima organizzazione tattica. Lo spettacolo offerto contro il Real è stato desolante, i primi 10 minuti di partita sono stati un “torello” madrileno ai danni dei poveri undici in maglia nerazzurra. Troppo brutti per essere veri, ma in questo momento l’Inter è questa ed è molto preoccupante in vista del prossimo futuro.

I segnali di cedimento ci sono da inizio anno, ma se prima si potevano trovare scuse o giustificazioni dovuti a COVID, infortuni o pause nazionali ora gli alibi stanno a zero, sono finiti.

Semplicemente l’Inter non gioca a calcio e i giocatori vagano sperduti per il campo. Una scena che dopo l’anno scorso e con Antonio Conte in panchina pensavo non avrei visto mai.
Eppure è così, l’Inter deve ritrovare una quadratura che magicamente si è persa, Conte deve ritrovare se stesso e, mai come ora, mettersi in discussione.

I giocatori sembrano svuotati forse da un modulo che non hanno mai completamente assimilato. L’Inter ha 3 centrali difensivi di altissimo livello ma almeno 2 sono i top in Europa se schierati in una difesa a 4. Hakimi è l’ombra di se stesso, Vidal sembra un ex, Brozovic alle volte da l’idea di non poterne più, mentre Eriksen marcisce in panchina per fare sempre spazio a Gagliardini che, pur volenteroso e generoso, non da quello che chiede una squadra con ambizioni di vittorie.

Mi chiedo quindi perché insistere se la squadra così non rende, non bisogna aspettare di schiantarsi continuamente per cambiare strada.

Conte è un top ma in questi 2 mesi non lo sta dimostrando. Se qualcosa non funziona bisogna metterci mano. Non credo sia solo una questione di schema tattico ma con ogni probabilità si dovrà agire anche sulla testa di giocatori che ad oggi danno l’idea di essere svuotati, confusi e depressi. Eppure sono uomini che quando scendono in campo con le proprie nazionali fanno faville, segnano e decidono, poi indossano la maglia nerazzurra e tornano nell’anonimato. Perché?

Capitolo Eriksen: qui Conte sbaglia tutto. Capisco il discorso del fare il bene della squadra ma ora come ora il trattamento subito dal danese sembra qualcosa d’altro. Sembra una questione personale e gestita così fa molto arrabbiare. L’Inter non è un saloon ma una squadra e Eriksen è un giocatore che ha dimostrato altrove il suo grande valore. Capisco non si voglia costruirgli la squadra intorno ma così lo si perde, lo si deprezza e lo si “spreca”, non ce lo possiamo permettere ad oggi. 

Se la squadra giocasse bene e vincesse darei ragione al mister, ma così sa tanto di regolamento di conti e l’Inter non può essere usata per questo. 

Insomma è giunta l’ora di mettere mano al progetto, si deve intervenire prima che sia troppo tardi. Prendere 2 gol a partita da quasi 3 mesi e vincere solo 4 partite su 12 non è incoraggiante e fa paura. Sabato si va a Reggio Emilia, c’è un Sassuolo secondo in classifica che piace, gioca e diverte. L’Inter vista a Madrid purtroppo non ha speranze. Speriamo che cambi!