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La missione di Suning è quella di portare stabilmente l’Inter tra le prime dieci squadre d’Europa, affidandosi a manager eccellenti. Obiettivo da raggiungere con spese contenute: si al modello Bayern, no ai modelli Psg e City. Il ritorno in Champions è stato il primo passo, il prossimo sarà quello di ridurre il divario con la Juventus e lottare per tornare ai vertici del campionato italiano, dove da anni i nerazzurri accumulano distacchi troppo elevati dai bianconeri.

ALLENATORE - Il futuro della panchina non è ancora stato deciso. Dopo il derby vinto, Luciano Spalletti resta saldamente in sella fino al termine della stagione, ma in corso Vittorio Emanuele dovranno valutare attentamente diversi fattori. Sicuramente Zhang, come aveva anche detto in qualche discorso di inizio anno, si aspettava di tornare a vincere un trofeo o almeno di andarci vicino, ma l’eliminazione in Coppa Italia e quella successiva in Europa League hanno spento questo suo desiderio molto presto. Nelle valutazioni societarie peserà anche questo.

OBIETTIVI - L’idea di Marotta è quella di rinforzare il gruppo iniettando in rosa un mix di giovani talenti e leader esperti abituati alla vittoria. Il sogno è Federico Chiesa, esterno della Fiorentina che da anni affascina l’amministratore delegato della società nerazzurra. Per i Della Valle è un intoccabile e prenderebbero in considerazione una sua partenza solo a fronte di offerte irrinunciabili. Occorrono almeno 70 milioni, cifra importante, che l’Inter potrebbe mettere sul piatto solo laddove dovessero esserci cessioni importanti. L’altro nome che stimola non poco la dirigenza nerazzurra è quello di Rakitic, obiettivo tutt’altro che semplice da raggiungere. Per rimanere sul centrocampo, proseguono incessanti i contatti con Nicolò Barella, centrocampista del Cagliari che l’anno prossimo lascerà la Sardegna.

POSSIBILI CESSIONI - Tra i possibili partenti ci sono sicuramente nomi illustri. Il primo da menzionare è quello di Mauro Icardi, in rotta di collisione con l’allenatore e tre o quattro elementi dello spogliatoio nerazzurro. L’Inter sta ragionando sulla sua cessione e un eventuale scambio con Dybala non è solo fantacalcio. L’ex capitano ha ricevuto rassicurazioni da parte di Zhang, ma in società sanno bene che all’interno dello spogliatoio l’equilibrio è instabile e bisogna fare qualcosa per ricomporre le cose. Tradotto significa: o va via lui o vanno via i croati. O perché no, vanno via sia lui che i croato, garantendo all’Inter un buon gruzzoletto da investire sul mercato. Attenzione anche alla posizione di Skriniar, vicino al rinnovo di contratto con l’Inter, fanno sapere dalla società di corso Vittorio Emanuele, ma corteggiassimo dai migliori club d’Europa. L’Inter sarà in grado di resistere agli assalti? Chi lascerà sicuramente il nerazzurro è Sime Vrsaljko, su cui l’Inter ha deciso di non investire ulteriormente e dopo il prestito oneroso tornerà all’Atletico Madrid. In uscita anche Miranda (da tempo alla ricerca di nuovi stimoli), Candreva e Gagliardini.

CONTRATTI DELICATI - I nerazzurri stanno definendo qualche rinnovo. Ovviamente quello di Icardi è stato messo in stand by e solo a giugno si capirà se riaprire o meno la pratica, quando l’Inter deciderà una volta per tutte se sostituirlo (ad oggi la scelta più probabile) o andare avanti con lui. In scadenza c’è Andrea Ranocchia, su cui l’Inter sta facendo qualche riflessione: un mese l’addio sembrava certo ma la sua professionalità in questo momento molto particolare per l’Inter è stata presa ad esempio e, se dovesse accettare una cospicua riduzione dell’ingaggio, i nerazzurri potrebbero decidere di rinnovargli il contratto. L’altro rinnovo sul piatto è quello di Daniele Padelli, con cui c’è già una bozza di accordo. Poi c’è Keita Baldé, che l’Inter vorrebbe provare a tenere se il Monaco dovesse concedere un considerevole sconto. L’affare con i francesi prevedeva un esborso totale di 40 milioni di euro da parte dei nerazzurri, che dopo il prestito oneroso di 5 milioni, vorrebbe sborsarne al massimo altri 20 bonus compresi.