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Non è quello che conoscevamo. E non  poteva essere altrimenti. 4 presenze in stagione col Chelsea, o meglio 3 spezzoni e una presenza tra Champions League ed EFL Cup, una panchina e 7 mancate convocazioni in Premier, un rapporto che non decolla con Frank Lampard: il momento di Emerson Palmieri è duro. Più duro di un crociato rotto, dal quale si era ripreso alla grande. Il suo club è diventato l'Italia, lì dove si è vista tutta la sua fatica. 

LE DIFFICOLTA' - Nessuno spunto, nessuna azione degna di nota, se non per un errore sottoporta dopo l'unica bella triangolazione coi compagni. Si è spinto in avanti, ma non coi tempi giusti. E poi, lo spunto: se non giochi, non ce l'hai. E al momento il mancino Blues non ce l'ha: il duello fisico perso con Lilander a inizio ripresa è il manifesto del suo momento. 
GRIDO D'AIUTO - Fuori dai piani Blues, non dagli occhi di Inter e Juventus, che monitorano la situazione. Entrambe vogliono un esterno mancino a gennaio, entrambe hanno nel mirino l'ex Palermo: in prestito con diritto di riscatto, alla Morata, è un affare fattibile per i due club italiani. La sensazione, però, è che abbia più bisogno Emerson Palmieri di un club che creda in lui che non Juve e Inter di questo Emerson Palmieri. Ritrovarsi sì, ma c'è da farlo in fretta per l'Europeo, perché se a destra tra Florenzi, Di Lorenzo e D'Ambrosio c'è l'imbarazzo della scelta, a sinistra il solo Biraghi non può bastare: il match contro l'Estonia, con le sue difficoltà personali, è stato un piccolo grido d'aiuto. Sì, Emerson Palmieri ha bisogno del mercato. Ha bisogno di Inter e Juve: la voglia di immediatezza può fare la differenza.