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Un nuovo capitolo nell'epopea per il nuovo stadio a San Siro: il progetto di Inter e Milan rischia di restare bloccato per quattro mesi. Tutta 'colpa' di un muro del 1926 lungo sette metri e del reticolo burocratico italiano. A spiegare la situazione per Il Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, che sottolinea le due società nei prossimi quattro mesi si ritroveranno nella scomoda posizione di dover rivedere al buio il piano proposto al Comune di Milano. Si legge: "Per effetto di un provvedimento (l’articolo 14 del D.P.C.M. 19 giugno 2019, n. 76) entrato in vigore il 22 agosto 2019 succede infatti che la “Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del MiBACT”,  abbia assunto “poteri di coordinamento e controllo anche in materia di tutela dei beni architettonici nei confronti della Sovrintendenza della Città Metropolitana”.

Questo comporta che la Sovrintendenza milanese si ritrovi scalzata nelle sue competenze e a decidere sull’esistenza di un “vincolo architettonico” su San Siro debba essere l’ufficio romano del ministero dei Beni culturali. Il quale avrà 120 giorni per rispondere alla richiesta del Comune di Milano. Quindi da quando partirà la lettera da Palazzo Marino alla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio potrebbero passare 4 mesi. E alla fine dell’istruttoria quest’ultima potrebbe sancire che sullo stadio Meazza esiste per l’appunto un vincolo architettonico tale da stoppare il progetto ovvero costringere a un’ulteriore revisione per salvaguardare il valore storico dell’impianto".