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Il lavoro è stato duro, ma se questi sono i risultati, significa che alla fine ha pagato. Mazzarri lo relegava dentro l’area di rigore, Mancini, fin da subito, ha iniziato a pretendere ben altro. Perché Icardi può essere qualcosa in più del solo terminale offensivo, il bomber argentino ha le doti per supportare la squadra e per lavorare con i propri compagni. Ne è sempre stato sicuro il tecnico jesino e adesso sembra essersene definitivamente convinto anche Icardi in prima persona. 

COME IL BUON VINO - Ormai il processo di maturazione è evidente; non è concluso, ma sicuramente la strada imboccata è quella giusta. Contro il Napoli un assaggio sostanzioso, ieri sera, con l’Udinese di fronte, la prova del nove: questo è un Icardi 2.0, che pressa, lotta, attacca gli spazi e premia l’inserimento dei compagni. Insomma, passano i giorni e questo classe’93 si completa sempre di più. Con quello contro i friulani fanno già quattro assist in stagione, solo uno dietro a Perisic, che però di mestiere non fa il centravanti, ma l’esterno.

QUANTO VALE ICARDI - Un dato, quello degli assist, accompagnato da prestazioni di intelligenza e sacrificio. Adesso Icardi è sulla buona strada per diventare quel tipo di attaccante che Mancini chiede da tempo. E per giunta, altra lieta notizia, sembra che adesso il tandem Jovetic-Icardi vada a meraviglia, con i due calciatori che spesso invertono gradi e ruoli: è proprio quanto accaduto in occasione del pareggio nerazzurro, quando Icardi, molto generoso, serve Jovetic a porta vuota a mezzo metro dalla line bianca. I gol se apeva già farli, se adesso si mette anche a sfornare assist e giocare per i compagni, non basteranno più neanche 50 milioni di euro per portarlo via da Milano.