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La panchina nerazzurra è un enigma che si interseca tra diversi nomi. All’ombra della Madonnina il futuro non ha certezze, non solo per Spalletti, ma anche per chi in realtà dovrebbe decidere in merito. Non che Marotta non fosse preparato, ma anche lui è rimasto un po’ spiazzato da tempi tecnici dilatati, gli stessi che avevano imbalsamato Sabatini. Di mezzo ci sono tanti soldi e scelte importanti per il futuro dell’Inter. In Cina vogliono vederci chiaro, analizzare cifre e possibilità. Insomma, stabilire se il gioco vale la candela. E per farlo accuratamente, i tempi diventano inevitabilmente lunghi, al punto di trasformare la riflessione in rischio, perché il tempo si consuma e gli obiettivi sfumano.

ESONERO RISCHIOSO - La proprietà non ha ancora deciso, Marotta, invece, aveva iniziato a sondare altre strade. Con Conte c’è stato più di un contatto, qualcosa di significativo. Ma da Nanchino non ci hanno messo altrettanta passione. Anche perché Zhang Jindong ha finora ricevuto ottime referenze da suo figlio Steven circa il conto di Spalletti, cui ha rinnovato il contratto in estate, garantendogli un ingaggio netto superiore ai 5 milioni di euro. Responsabilità che il tecnico toscano ha saputo raccogliere, ponendo l’Inter un passo avanti rispetto a Roma, Milan e Lazio. Almeno al momento. Certo, il finale è ancora da scrivere, ma ad oggi in Cina continuano a vedere l’esonero di Spalletti come un azzardo, nonostante i consigli di Marotta.
ATTESA DA TORINO - Conte piace, ma nel frattempo il tecnico salentino ha avviato i dialoghi con la Roma. Anche in questo caso la certezza sul futuro è utopia: l’ex bianconero parla con Inter e Roma ma nel frattempo tiene ancora aperta la porta alla Juve, perché nel caso dovesse capitare qualcosa di clamoroso potrebbe anche tornare a Torino. Al momento Allegri conferma che sarà alla guida della Juventus anche la prossima stagione, ma proprio Max è tra i nomi che Marotta corteggia se non riuscisse ad arrivare a Conte.

MORATTI CONSIGLIA - Spalletti, Conte, Allegi: può bastare così? No, assolutamente no. Perché la candidatura di Mourinho avanza, il tecnico portoghese si è proposto e ha trovato la solita sponda di Moratti. Che all’Inter conta ancora molto, anche se non possiede quote, anche se non ricopre alcuna carica. Perché Zhang lo ascolta e gli attribuisce conoscenze del club e dell’ambiente che non potrebbe reperire da nessuno in modo altrettanto dettagliato. E per Moratti non ci sono dubbi: se si dovesse decidere per il cambio della guida tecnica, l’Inter dovrebbe affidare la panchina a un interista e chi meglio di Mourinho? Zhang ci pensa, convinto dal fatto che il tecnico portoghese potrebbe portare diversi vantaggi: primo su tutti affiancare al club il nome di un allenatore riconosciuto a livello internazionale, con un passato glorioso e tantissima voglia di ricominciare. Il futuro dell’Inter è ancora tutto da scrivere e a segnare la strada potrebbe essere proprio il passato.