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L’Inter torna alla vittoria dopo 3 pareggi consecutivi che avevano gettato i tifosi interisti nello sconforto. L’allarmismo generale era palpabile, la critica gettava ombre sulla reale capacità della squadra di Conte di durare a lungo e quindi di poter tenere aperta la difficilissima lotta per lo scudetto. 

Difficilissima non solo per la presenza fissa della corazzata Juventus ma anche per la partecipazione, come attrice sempre più protagonista, di una Lazio che sembra inarrestabile e che colleziona vittorie e gol una dietro l’altra facili come fosse bere un bicchiere d’acqua.

L’Inter sembrava smarrita, il pareggio faticoso contro l’Atalanta, quello brutto a Lecce facendosi rimontare nel finale esattamente come una settimana dopo a San Siro contro il Cagliari non potevano incoraggiare i cuori dei tifosi. Lukaku si era inceppato e la squadra era stranamente incapace di riproporre il gioco spumeggiante espresso nella prima parte di campionato. 

Calo fisico? Mentale? Oppure semplicemente periodo di involuzione fisiologica dovuta ai nuovi carichi di lavoro invernali e alle tante assenze patite in questi mesi?

Purtroppo non abbiamo la risposta ma alcune considerazione vanno fatte.

Eravamo abituati a vedere la squadra di Conte pressare, arrivare sempre prima sulle seconde palle e non concedere il minimo spazio alle ripartenze degli avversari. 

Abitudine che abbiamo ultimamente un po’ perso. Anche a Udine, nel primo tempo, quando l’Inter perdeva palla sulla trequarti offensiva si faceva trovare scoperta a inseguire l’avversario che fuggiva palla al piede a campo aperto verso la porta nerazzurra. Alla fine l’Inter ha esultato grazie al sorriso di Lukaku e alla sua potenza. Il belga con la doppietta di ieri è già arrivato a 20 gol stagionali. Se gira lui le cose diventano inevitabilmente più semplici. 
In questo momento della stagione però manca brillantezza, manca equilibrio. Conte lo ha detto, il periodo è difficile per tanti motivi. Il tecnico nerazzurro aveva pensato un centrocampo composto da  Brozovic-Barella-Sensi, trio che stava dando molto e che regalava ai tifosi e alla squadra una sicurezza ormai persasi negli anni e nella memoria dei tempi che furono. Troppo bello per essere vero. Sensi da ottobre non gioca praticamente più, Barella ha saltato quasi due mesi per l’operazione al ginocchio e Brozo negli ultimi 45 giorni tra squalifiche e infortunio ha perso alcuni match in cui si è sentita molto la sua mancanza. 

Il mercato avrà pure distratto ma ha portato a Conte soluzioni non da poco. 
Eriksen si dovrà ovviamente ambientare
, essendo arrivato a Milano meno di una settimana fa, ma Conte lo potrà utilizzare per “sostituire” Sensi e per migliorare quello che è stato il suo ruolo in campo a inizio stagione. 

Moses e Young daranno linfa alle fasce aumentando anche la qualità in due ruoli in cui, con Asamoah ormai perennemente ai box, si poteva scegliere solo tra Biraghi e Candreva. Non è da sottovalutare il recupero di D’Ambrosio. Lui è un uomo squadra oltre che una garanzia di rendimento in più ruoli del campo.

Ora arriva il derby, con un Milan in ripresa. Non sarà facile anche per l’assenza di Lautaro, Bastoni e, con tutta probabilità, anche di Handanovic. 

Toccherà a Eriksen ambientarsi in fretta per essere importante, se non decisivo, in una partita che potrebbe essere la chiave d’ingresso per entrare nei cuori dei tifosi. D’altronde Sneijder nel 2010 fece proprio così. I tifosi interisti sperano che dopo 10 anni la storia si possa ripetere. 

Forza Inter sempre!