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Doveva essere una soluzione e invece rischia di diventare un problema. Tra Conte ed Eriksen non è scoccato il colpo di fulmine, il tecnico salentino continua ad escluderlo in nome dell’equilibrio, infischiandosene del fatto che sul danese c’è il marchio a fuoco di Beppe Marotta. L’ad lo ha fortemente voluto, convinto che il suo acquisto potesse immediatamente accorciare le distanze con la Juventus, in quel periodo lontana solo tre punti. Mossa che si è rivelata sbagliata perché l’impatto dell’ex Tottenham è stato nullo. Lenti tempi di adattamento, condizione fisica precaria e scarsa adattabilità al modulo di Conte hanno depotenziato quello che in Premier si è affermato nel tempo come uno dei migliori centrocampisti in assoluto. 

CONTE IN UN VICOLO CIECO - Un’esclusione dietro l’altra. La sua presenza in campo mina la stabilità tattica dell’Inter, questa è la scusa di Conte, che ormai a Eriksen preferisce Borja Valero, che sembrava a un passo dall’addio e che invece adesso aspira addirittura a un rinnovo. La sintesi è di fronte agli occhi di tutti: l’ex ct non riesce a trovare una collocazione al danese e non sa più come uscirne. Perché, diavolo, parliamo pur sempre di Eriksen, uno che al pallone sa giocare e anche bene. Uno che ti pone in una posizione scomoda se continui a preferirgli Gagliardini, Borja Valero e Vecino. Con il dovuto rispetto per tutti. Eriksen mette addosso pressioni, è una storia che esige spiegazioni che oggi Conte non sa o non vuole dare. 

IL PASSO INDIETRO - E allora Marotta rischia di doverci mettere mano per risolvere un “problema” (incredibile dover definire Eriksen, problema…) che lui stesso ha creato, innescando un cortocircuito che ha contribuito ad inasprire il già irascibile Conte. Risolvere potrebbe voler dire troncare, tagliare la testa al toro e far diventare il danese una buona opportunità di plusvalenza. Un’eventualità che poche settimane fa sembrava improbabile e che invece oggi bisogna iniziare a contemplare. Perché Conte è nervoso, molto nervoso, e Marotta teme un colpo di testa. Vendere Eriksen, se Conte non dovesse risolvere l'equivoco tattico, significherebbe tendergli la mano.