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La nuova Inter di Inzaghi si appresta, questo pomeriggio, a giocare la terza amichevole della propria pre-season. L’ex tecnico della Lazio ha ritrovato quasi tutti i nazionali e può iniziare a organizzare, fra campo e mercato, la prossima stagione. L’incognita più grande è rappresentata dal centrocampo. Se Brozovic rappresenta forse un miglioramento sul vertice basso rispetto a Leiva e il Barella visto nelle ultime due stagioni, e in parte all’Europeo, è intoccabile, Inzaghi non potrà fare più affidamento sulle due mezze ali su cui ha costruito la sua bella Lazio, Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Per completare il terzetto di centrocampo è arrivato Calhanoglu dal Milan, ma il turco non è il numero 10 biancoceleste, così come non lo è Sensi e così come Vecino non è Milinkovic-Savic. Rispetto a quando allenava a Formello, però, ad Appiano Gentile avrà sì meno qualità, ma più opzioni, mercato permettendo.

VECINO ALLA MILINKOVIC? – Non c’è in Serie A un giocatore nel complesso paragonabile a Milinkovic-Savic, per come abbina tecnica e fisico. Dal punto di vista della stazza, l’Inter ha a disposizione un giocatore che potrebbe far molto comodo ad Inzaghi: Matias Vecino. Una delle tante funzioni che aveva il centrocampista serbo con il suo ex allenatore in biancoceleste era quella di alzarsi sulla linea degli attaccanti per ricevere le palle alte e spizzarle in profondità o metterle giù e far salire la squadra. In questo e negli inserimenti senza palla, se starà bene e tornerà il giocatore ammirato con Spalletti, l’uruguaiano potrà essere un’arma importante nella nuova Inter di Inzaghi, anche dalla panchina, ammesso che a settembre sarà ancora un giocatore nerazzurro. Il suo contratto scade infatti nel 2022 e Marotta non vorrebbe perderlo a zero. Per questo verranno ascoltate eventuali offerte. Se non ne arriveranno di congrue, Vecino resterà all’Inter: Inzaghi lo apprezza molto e vuole ritagliargli un ruolo importante.
L’OPZIONE SENSI – Dall’altra parte del triangolo di centrocampo probabilmente più forte del campionato, quello della Lazio di Inzaghi, agiva Luis Alberto, nel ruolo di regista avanzato e leggermente decentrato a sinistra. Come per Milinkovic-Savic, l’Inter non ha in rosa giocatori all’altezza del fantasista spagnolo, ma ha un giocatore importante da recuperare. Si tratta di Stefano Sensi. Il suo impatto a San Siro era stato clamoroso, ma poi, nelle ultime due stagioni, i troppi problemi fisici lo hanno relegato ai margini del progetto di Conte. Le sue qualità non si discutono però – anche Mancini lo apprezza molto e lo aveva inizialmente convocato al posto di Pessina – e, se starà bene, potrà rivelarsi un’opzione importante proprio nel ruolo di regista alla Luis Alberto, giocandosi la titolarità con Calhanoglu. Anche lui, come Vecino, non è ancora sicuro della sua permanenza. L’Inter vorrebbe cederlo, ma per non meno di 15 milioni. La Fiorentina si è interessata, ma Sensi vuole restare in nerazzurro, lo ha confermato anche il suo agente Riso. Anche in questo caso, quindi, in mancanza di offerte all’altezza, il venticinquenne umbro resterà ad Appiano Gentile a giocarsi le sue chances e dare un’opzione in più a Simone Inzaghi, che sarà felicissimo di averlo a disposizione.

LA CERTEZZA CALHANOGLU – Oltre Barella e Brozovic, quindi, l’unico ad essere certo di avere un ruolo chiave nella nuova Inter è Hakan Calhanoglu. Il turco, arrivato dal Milan non senza polemiche, ha già riscosso una certa simpatia nell’ambiente grazie ad una serie di dichiarazioni e frecciatine dirette all’altra metà di Milano. Anche sul campo il suo esordio contro la Pro Vercelli è stato ottimo e i suoi nuovi compagni hanno dimostrato di apprezzarlo. Inizialmente quindi sarà lui la mezzala di qualità titolare del centrocampo di Inzaghi, sarà lui il suo nuovo Luis Alberto, con le dovute proporzioni però: il rendimento dell’ex numero 10 rossonero è stato paragonabile a quello dell’andaluso solo per 6 mesi. Anche per questo Inzaghi ha bisogno di alternative di spessore, sia dal punto di vista numerico che tattico. Anche per questo ha bisogno di ritrovare Sensi e Vecino, anche perché, nella situazione odierna, difficilmente il mercato potrà regalargli di meglio.