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La speranza di passare agli ottavi di Champions League per l’Inter si è spenta su Neto e con il gol di Fati, un giovane fenomeno di belle speranze che con il suo destro ha distrutto il sogno nerazzurro di entrare nelle migliori 16 squadre d’Europa 7 anni dopo l’Inter di Ranieri.

Brucia perché si poteva fare.
Brucia perché con un secondo tempo gestito meglio a Dortmund avremmo almeno pareggiato e dopo Praga l’Inter si sarebbe matematicamente qualificata.
Brucia perché il Barca era già primo e qualificato e non aveva grandi motivazioni se non quella di non sfigurare.
Brucia perché abbiamo avuto tante palle gol.
Brucia perché siamo stati sfortunati in molte occasioni.
Brucia perché la squadra è arrivata stanca, provata e privata da mesi di molti titolari o sostituti all’altezza.
Quindi brucia perché non te la sei potuta giocare praticamente mai al 100%.
Brucia perché abbiamo giocato anche grandi partite.
Brucia perché ora dobbiamo resettare e giocare il giovedi sera e non è mai cosa troppo facile.

Adesso però bisogna resettare il tutto. Il Barca avrà anche giocato con le seconde linee ma ha comunque schierato gente del calibro di Rakitic, Vidal, De Jong, Griezmann, Lenglet e Suarez. Mica i primi che passano per strada. Conte dal canto suo ha dovuto rinunciare a Sanchez, Barella, Sensi, Asamoah, Candreva facendo ancora una volta di necessità virtù.

Semplice, il centrocampo non ha retto, non poteva reggere! Brozovic è da statua in piazza, si sta sbattendo senza se e senza ma, non ha riposato un minuto uno in tutta la stagione, Borja non regge per raggiunti limiti di età 90 minuti ogni tre giorni e Biraghi dando tutto comunque non ha esperienza a certi livelli così come Lazaro. L’Inter già a inizio stagione non era una squadra da Champions, ma comunque è stata all’altezza fino alla fine.

Brucia anche perché FORSE il gol di Lautaro era valido e sarebbe valso il 2-1.

Ora su le maniche. Il campionato va giocato, nei prossimi due mesi non ci saranno impegni europei e andrà affrontato a mille. Conte avrà l’aiuto dei recuperi dall’infermeria e, con tutta probabilità, anche del mercato di gennaio per cui Marotta e Ausilio si sono attivati da tempo. Guai a pensare che L’Europa League sia un “ostacolo”. L’Inter non vince trofei da 9 anni ormai e “snobbare” la seconda competizione Europea sarebbe da “puzza sotto il naso” che non possiamo permetterci. Guardiamo al futuro, rammaricandoci per un’occasione persa ma sapendo che di occasioni la stagione è e sarà ancora ricca. Sarebbe un peccato farsi scottare dalla delusione per un obiettivo che comunque sarebbe stato per l’Inter proibitivo. 

Ricordiamoci che ad oggi non siamo una potenza o un top team ma ci sono i presupposti per diventarlo in futuro. Ricordiamoci questo e guardiamo al resto della stagione con ottimismo e fiducia. Forza Inter sempre!