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In casa Inter tiene banco la vicenda della busta con una cartuccia da fucile recapitata giovedì nella sede del club nerazzurro a Milano e indirizzata ad Antonio Conte. Ieri l'allenatore ha staccato la spina, trascorrendo la domenica insieme alla famiglia. Oggi sarà di nuovo ad Appiano Gentile, dove verificherà le condizioni degli infortunati recuperabili per la trasferta di sabato sera a Torino: Asamoah, Sensi e Gagliardini. 

Nel frattempo si attendono novità dagli inquirenti: il nucleo informativo dei carabinieri sta analizzando la busta e la cartuccia da fucile alla ricerca di impronte o di indizi per risalire all'identità del mittente. Gli investigatori ritengono che con tutta probabilità si tratti del gesto di un mitomane, che non viene però sottovalutato. Sempre secondo il Corriere dello Sport, le forze dell'ordine da tre giorni hanno inserito l'indirizzo di casa dell'ex ct dell'Italia e della nuova sede nerazzurra nell'elenco di quelli che vengono tenuti monitorati con il VGR (Vigilanza Generica Radiocontrollata). Con una maggior frequenza nei passaggi di polizia e carabinieri, al netto della vigilanza privata che controlla la zona di City Life: una vigilanza adeguata al livello ipotizzato di minaccia, considerato molto basso. 

Questi accertamenti saranno la base dell'inchiesta aperta dalla Procura di Milano e coordinata da Alberto Nobili, responsabile dell’antiterrorismo. Le ipotesi di reato, per ora contro ignoti, sono le minacce aggravate e la detenzione di munizioni. All'interno della lettera, che in un italiano zoppicante contiene frasi di intimidazione dirette al tecnico, c’era anche una pallottola calibro 22, di quelle comunemente utilizzate per i fucili da caccia. Il proiettile allegato alla missiva è stato sequestrato come "corpo di reato", viene considerato l'elemento più preoccupante delle minacce ed è ora sotto esame da parte degli investigatori, per capire se possa rivelare qualche particolare utile alle indagini.