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E’ un’Inter che sta cambiando nella forma e, se vogliamo, anche nel colore giusto per citare il grande Piero Pelù e una sua famosissima canzone del ’99. Si perché per un motivo o per l’altro la squadra neo campione d’Italia sta sostituendo i pezzi, c’è da capire se questi “cambi” si stiano facendo per ricostruire da capo o per un semplice e innovativo restyling. Il cambio di fine stagione sembra essere però deciso e ben avviato. Conte ha salutato la truppa mentre ancora stava alzando la coppa tricolore, Hakimi invece è ormai il prescelto per aumentare il volume delle casse societarie momentaneamente in difficoltà.

Conte e Hakimi sono stati in questa stagione due delle colonne portanti della squadra che ha trionfato in campionato. Il primo ha costruito una macchina da guerra, il secondo ne ha fatto parte come bomba pronta ad esplodere sulla fascia destra. Perdere due pilastri come questi non è cosa da poco e, se da una parte Simone Inzaghi ha il talento e la fame per non far rimpiangere il più titolato predecessore, sostituire la freccia marocchina sarà compito praticamente impossibile. Ma la rivoluzione Inter è in atto e non finirà, purtroppo, con queste due eccellenti partenze.

Si parla molto anche della possibile cessione di Lautaro. Il suo nuovo agente Alejandro Camano (procuratore anche di Hakimi) ha messo in dubbio più volte la permanenza dell’argentino a Milano. Parliamoci chiaro, anche se non fossimo stati in emergenza covid con le casse dei club che piangono le offerte da 80-90 milioni sarebbero state comunque sempre prese in considerazione. Chiaro è che se Zhang dovesse ricevere un’offerta così alta anche per Lautaro tutto sarebbe messo in discussione. Situazione, quella nerazzurra, insolita per una squadra campione d’Italia, ma non è strano però che davanti a certe cifre sia d’obbligo sedersi al tavolo a trattare. Ormai funziona così, almeno da noi in Italia, ogni giocatore ha un prezzo, tutti (forse tranne Lukaku) sono cedibili di fronte alla giusta offerta.
Il capitolo centrocampo è quello evidentemente più spinoso. Ragionando a bocce ferme i mediani sarebbero stati tutti confermati, il restyling non era affar loro. Purtroppo, l’episodio drammatico capitato ad Eriksen obbligherà quasi certamente Marotta e Ausilio a fare nuovi e difficili ragionamenti. Ovviamente la cosa importante è che Chris stia bene e per fortuna così è, ma a livello tecnico ora l’Inter ha il dovere e l’obbligo di ragionare sul futuro. Barella, Brozovic e Eriksen avevano trovato un grande affiatamento che in campo spostava gli equilibri della squadra. Senza Christian (anche se un lumicino di speranza dobbiamo continuare ad averlo) andrà tutto “rimescolato” e ripensato.

Siamo a metà giugno e, dando per scontata la cessione di Hakimi, abbiamo perso già tre pezzi del vecchio bellissimo puzzle. Quando si discute di calcio in televisione, come al bar o in spiaggia, quasi tutti concordano che il reparto che fa girare una squadra è il centrocampo. Ecco l’Inter sta cambiando pelle proprio lì per volontà, necessità o sfortuna. Hakimi a destra, Eriksen in mezzo, Young e probabilmente Perisic a sinistra. Lavori in corso che troveranno confermati tra i titolari solo Barella e Brozovic. Sarà un’estate complicata per i dirigenti nerazzurri che non hanno mai nascosto la volontà di tenere alto il livello della squadra nonostante le difficoltà. Ci vorrà un titolare a destra, che però difficilmente sarà bravo come Hakimi, un titolare a sinistra e un “regista” che non faccia rimpiangere il nostro “Eriksen” che ormai era riuscito ad imporsi in campo come nei nostri cuori.

L’Inter si sta trasformando e il consiglio che ora mi sento di dare è di lasciar andare e voltare pagina. Affezionatevi e amate ancora chi indossa la nostra maglia ma ben sapendo che non dovrete soffrire se l’anno dopo cambierà tutto!