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Simone Inzaghi non è esente da errori in questa stagione a doppia velocità dell’Inter, ma da qui a farne il responsabile dell’eventuale mancato scudetto-bis, con tanto di lettera di benservito a fine stagione, ce ne corre. Eppure per le vedove di (re) Conte non ci sarebbe altra soluzione possibile per giustificare la mancata seconda stella. La sfida diretta con la Juventus diventa quindi bivio importante per l’Inter e decisiva per Inzaghi, mentre ci sembrerebbe più equo l’esatto opposto: capitale per la squadra, che se non vince vede la concorrenza scappare, delicata per l’allenatore, che deve dimostrare di saper riprendere la rotta giusta.

L’Inter di questa stagione è palesemente meno forte di quella che ha vinto il titolo e questo dovrebbe essere chiaro a tutti. La concorrenza invece si è riavvicinata e rinforzata. A gennaio, per dirne solo una, Allegri ha avuto Vlahovic, mentre Inzaghi ha ottenuto Caicedo (un giorno, in un libro di memorie ci spiegherà poi perché…). È partito forte, ha allungato in autunno, a Natale sembrava già sicuro dello scudetto. Poi sappiamo com’è andata e dopo 7 punti in 7 partite, con una sola vittoria a Salerno (celebrata come una finale di Champions), si ritrova a inseguire Milan e Napoli e a difendersi dalla Juventus.

Inzaghi in estate s’è battuto per avere Correa e finora l’esito della stagione gliene fa una colpa non solo grave, ma anche costosa (oltre 30 milioni) per un club col bilancio in profondo rosso e pochi margini di errore negli acquisti (tutti sbagliano, ma chi può ricapitalizzare come la Juventus, patisce di meno).
Altro palese errore di Inzaghi è avere alternato mezza squadra per cercare il sostituto di Brozovic, senza trovarlo. Meglio cambiare modulo, giocare non col play se il play non ce l’hai, avere pronto il famoso piano B, magari anche la difesa a 4. Oppure evitare di cedere Sensi, solo per soddisfarne la voglia di giocare e togliersi un ingombrante problema dallo spogliatoio.

Queste e altre le colpe di Inzaghi, ma com’è possibile dimenticarne tutti insieme i meriti? Partiti Conte, Lukaku e Hakimi, l’Inter sembrava allo sbando, i suoi tifosi erano depressi, la società era in vendita, tant’è che - portandolo a Milano - gli ha chiesto di arrivare al quarto posto in campionato, per garantire all’Inter la continuità in Champions League, dove peraltro, a differenza di chi l’ha preceduto, è arrivato alla soglia della primavera, oltre il girone eliminatorio. E allora perché ipotizzare che possano restargli solo 2 mesi di Inter? Se non è una cattiveria oggi, lo sarebbe se a giugno si trasformasse in realtà.