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E’ davvero stupefacente come Inter-Juventus di questa sera abbia scatenato nuovamente il dibattito sull’opportunità per i bianconeri di essere brutti e vincenti, come se per loro non esistesse un’altra dimensione all’infuori di questa. Ora è vero che storicamente la Juventus è sempre stata una squadra pragmatica e poco o per nulla spettacolare, ma il ricorso ad allenatori come Sarri e/o perfino Pirlo erano apparse come dimostrazioni che qualche tentativo andava fatto. Il ritorno di Allegri e la sua mini-serie positiva - in campionato e in Champions - costituita di micragnosi 1-0 ha di fatto rilanciato la fase della restaurazione così aderente al motto della casa: “vincere non è importante, è la sola cosa che conti”. Naturalmente non importa come.

Convinto, invece, che se si gioca bene, cioé con piacevolezza di trama, ritmo e intensità, sia più facile ottenere la vittoria, non sono per nulla certo che la Juve questa sera abbia troppe possibilità di successo. Per contro, infatti, troverà una squadra - l’Inter - che ha raggiunto in Champions una qual certezza di prestazione, che ha fiducia in sè e, certamente più della Juventus, crede nel gioco collettivo.

Probabile che Allegri, nella sua intenzione di giocare addosso a Simone Inzaghi, riproponga il 3-5-2 con Bonucci, Chiellini e de Ligt centrali e Cuadrado e Alex Sandro esterni. Se però Bonucci, come sembra, non dovesse essere al meglio, allora la difesa sarà a quattro, con de Ligt e Chiellini centrali. Non ha dubbi, invece, Simone Inzaghi né sul sistema di gioco (3-5-2), né sugli uomini che lo comporranno: Bastoni, nonostante la concorrenza di Dimarco, dovrebbe affiancarne Skriniar e de Vrij con Darmian e Perisic sugli esterni. La novità sarà a centrocampo dove Vidal giocherà assieme a Barella e Brozovic. Naturalmente le punte saranno Dzeko, in forma smagliante, e Lautaro Martinez, sempre ad un passo dal gol.

Sinceramente il confronto fra i due settori di centrocampo appare impietoso. Da una parte il reparto forse migliore d’Italia e, dall’altro, a parte Locatelli e Bentancur, praticamente il nulla. E’ forse anche per questo che Allegri non ha del tutto scartato l’idea del 4-4- 2. Ci sarebbe un maggior numero di duelli uno contro uno, ma un equilibrio migliore.
Dove, invece, non c’è confronto è in attacco: la Juve, già priva di Dybala - rientra ma va in panchina - dovrà fare a meno anche di Kean. Molte sono le ipotesi e nessuna davvero convincente. La più manifesta è che sia Chiesa a giocare dietro a Morata. L’ex fiorentino ha classe e velocità, ma pensare che sia una punta in tutto e per tutto è sbagliato.

In sostanza, al di là dei moduli e degli uomini, questa sera dovrebbe vincere l’Inter che non ha altri risultati se non la vittoria. Le ragioni sono due: eliminare definitivamente la Juventus dalla corsa scudetto e restare non troppo distante da Napoli e Milan.

Stessi obiettivi per la Juve: vincere vorrebbe dire coltivare almeno l’illusione di rientrare nei piani altissimi della classifica, mentre la sconfitta condannerebbe alla mediocrità, un’altra stagione con obiettivi minori (dalla Supercoppa alla Coppa Italia) e magari senza alcun titolo. Più che una prospettiva, un incubo.

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