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Godin è tra i migliori difensori al mondo, ma è adatto a svolgere il ruolo che gli chiede Antonio Conte? Questo è il tema d’attualità in casa Inter e anche il tecnico salentino, interrogato in conferenza stampa, ha in qualche modo confermato le difficoltà finora incontrate dal calciatore uruguaiano: “Sicuramente per lui è cambiato il modo di giocare, sta lavorando tanto da un punto di vista tattico e fisico, perché non è diverso solo il sistema, ma anche l’idea di andare a difendere in avanti con 50 metri di campo dietro. Lui è un ragazzo serio, ha voglia di fare e di imparare, ma è inevitabile che noi ci portiamo dietro la nostra idea di calcio, cercando di mettere tutti i calciatori nelle migliori condizioni affinché possano rendere. Sono contento della disponibilità di tutti loro nel perseguire un’idea, siamo partiti e non torneremo indietro per nessuna ragione, anche perché tornare indietro significherebbe metterci con undici giocatori dietro la linea della palla ad aspettare gli schiaffoni, invece gli schiaffoni vogliamo darli”.

I DUE INTERROGATIVI - Parole da non trascurare, quelle di Conte, che confermano come nonostante impegno e dedizione, Godin non si sia ancora calato al 100% nel nuovo ruolo. Ciò che diventa fondamentale capire è se l’ex Atletico Madrid riuscirà mai a farlo, dato che i dubbi si palesano sia di fronte all'aspetto tattico che a quello fisico. Da terzo di difesa le sollecitazioni all’interno di una stessa partita sono superiori, come i chilometri da percorrere e le volte in cui il diretto avversario può puntarti in campo aperto (quei famosi 50 metri di campo alle spalle, cui faceva riferimento Conte). A 33 anni c’è ancora margine per migliorare le prestazioni dal punto di vista fisico? L’estremo lavoro tattico può in qualche modo colmare il passo non più dirompente?

SRADICARE SIMEONE DALLA MENTE  - Solo il campo darà una precisa risposta a queste domande, ciò che si può fare al momento è certificare un calo nel rendimento di Godin, nonostante alcune sue letture rimangano di riferimento per chi vuole imparare il mestiere del difensore. Non sono in discussione né la classe né la forza del calciatore, ancora in grado di misurarsi ad altissimi livelli. Qualche dubbio, invece, periste sul suo impiego da terzo centrale di difesa, dove non sembra avere le giuste caratteristiche a suo supporto. Si parte da un punto ben preciso, quello dettato da Conte in conferenza: dal punto di vista tattico non si torna indietro, né per il difensore uruguaiano né per altri, la strada è il 3-5-2. Riuscirà il tecnico salentino a cancellare per sempre Simeone e il suo stile di gioco dalla mente di Godin? La sfida è ardua.