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Tanto tuonò che piovve. Ci aveva provato, Lautaro, a far finta di niente, ma poi il tappo è saltato via dalla bottiglia, perché in fondo ha pur sempre 24 anni e la pazienza è una virtù spesso coltivata dall’esperienza: “Non mi piacciono queste voci sul mio conto, si parla tanto di me, ma ho sempre dato il massimo per l'Inter”. Il giovane argentino non ne può più, né delle continue voci di mercato che lo riguardano, né di chi mette in discussione il suo rapporto con Inzaghi, né dei severi giudizi che ha dovuto sopportare nel corso di questa stagione. E lasciando il focus soprattutto su quest’ultimo aspetto c’è solo da dargli ragione, perché Lautaro è vittima di un enorme equivoco. Un errore di valutazione che non ha commesso ma che sta pagando a caro prezzo.

“Lautaro Martinez sta segnando poco”. Questa è l’accusa, superficiale, mossa verso il campione argentino. E il fatto che una tale, ipotetica, lacuna emerga solo adesso, è la garanzia a conferma della tesi. Ma torniamo all’equivoco e all’errore di valutazione, perché è l’origine di tutti i finti problemi. Con la cessione di Lukaku, il piano dell’Inter era quello di avvicinare Lautaro alla porta avversaria e consegnargli lo scettro del bomber. Errore da matita blu. Perché Lautaro non è né una prima punta, né un bomber, né un cecchino. Lautaro è una seconda punta, la più forte del campionato e nel 3-5-2 ha bisogno di un centravanti accanto. All’ex Racing non bisogna chiedere 25-30 gol a stagione, non è nelle sue corde se inserito in questo contesto di gioco. A conferirgli maggiori responsabilità e aspettative è solo questo nuovo status consegnatogli da viale della Liberazione, perché a pensarci bene lo scorso anno nessuno ha mai criticato Lautaro per i gol segnati eppure l’argentino ha concluso 2020-21 con 17 gol in campionato. Quest’anno è a 15 gol a sei gare dalla fine,  può ancora fare meglio. Qualcuno sostiene che i dati siano drogati dalla tripletta alla Salernitana, altro abbaglio, perché anche l’anno scorso c’è stata quella al Crotone. L’unica differenza è che l’Inter di Conte chiedeva la maggior parte dei gol a Lukaku. La prima punta. Lautaro non è un problema, ma l’Inter lì davanti deve trovare una soluzione diversa. Forse a quel punto anche Lautaro tornerebbe ad essere più sereno.