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L'Inter e Mauro Icardi sono sempre più lontani e presto lo saranno anche materialmente dato che l'attaccante argentino è stato rimandato a casa e non prenderà parte alla tournée in Cina agli ordini di Conte e resterà a Milano a lavorare individualmente in vista della cessione che dovrà arrivare entro fine mercato. La strategia del club nerazzurro è netta decisa e senza fronzoli, ma parte da un'idea chiara da tempo al direttore sportivo Beppe Marotta che, in soli 8 mesi è riuscito in quello che era il compito più difficile: mettere i tifosi nerazzurri contro Icardi.

CEDERLO - Sì perché nel corso dell'estate 2018 vi abbiamo più volte raccontato come l'Inter avesse deciso di mettere Icardi sul mercato, o meglio di essere pronta ad accettare offerte per lui. Le parole di Wanda Nara a Tiki Taka dello scorso dicembre testimoniano come quella volontà fosse chiara: "Dove lo volevano mandare? Alla Juventus, è stato Mauro a voler restare". Icardi era però il capitano della squadra, l'idolo dei tifosi (curva a parte) e il trascinatore in campo e fuori di una formazione che era tornata, a fatica e in extremis in Champions League. Nessun tifoso dell'Inter avrebbe allora accettato quel genere di cessione. Oggi però la realtà si è ribaltata, Icardi è quasi diventato il nemico, e il "merito" è proprio di Marotta che in 3 mosse ha messo i tifosi contro l'attaccante.

LA FASCIA E LA CHAMPIONS - La prima, ovviamente, è stata quella di togliere la fascia a Icardi in modo da privarlo del ruolo di perno centrale e uomo immagine della squadra. Delegittimato in campo, Icardi si è chiamato fuori per oltre due mesi facendo il gioco del dirigente. Sì perché in quei due mesi di assenza in cui l'Inter aveva disperato bisogno dei gol del suo bomber stava mettendo a rischio l'obiettivo primario stagionale, ovvero l'accesso alla Champions League.

WANDA E L'IO DAVANTI AL GRUPPO - Icardi è così passato lentamente dall'essere il simbolo della squadra al "traditore", al boicottatore che per interessi personali metteva il sé davanti alla maglia. Il ruolo di Wanda Nara, le sue uscite nei programmi tv, i post social, hanno fatto il resto esasperando una piazza che ha lentamente smesso di amarlo. In questo clima Marotta ha effettuato altre due fondamentali manovre. La seconda è stata mediatica e mirata a minare l'immagine della coppia. Prima sottolineando con interviste pubbliche le difficoltà incontrate nel "trattare con procuratori improvvisati" (Wanda) e poi ribadendo il fatto che nell'Inter di Conte non sono più ben visti "calciatori che mettono l'io davanti alla squadra" (Icardi).

LA SCELTA DI CONTE - Proprio Antonio Conte è infine la mossa che ha portato allo scacco matto di Marotta verso Icardi. Come puoi sostituire un capopopolo nella mente dei tifosi? Semplice, cambiandolo con un altro, o altri. Conte ha rappresentato fin da subito per i tifosi nerazzurri la scelta vincente per portare l'assalto alla Juventus. Nuovo metodo, nuova voglia di rivalsa contro un nemico storico, nuove battaglie da combattere. Conte e le sue richieste di mercato (Lukaku, Barella, Dzeko e il sogno Milinkovic) hanno soppiantato Icardi nel cuore della tifoseria.

ORA NON DEVE SVENDERLO - Aspettando risultati, ovviamente, perché come la Juventus insegna, e Conte ne è stato il simbolo a lungo, vincere è l'unica cosa che conta. Ora però per Marotta si avvia un altro genere di partita. Ha ribaltato l'immagine di Icardi verso i tifosi, ma ora dovrà riuscire a non svendere il suo cartellino. Vincere è l'unica cosa che conta, anche nel mercato.