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L'Inter è attesa dalla sfida di Europa League contro lo Shakhtar e la Gazzetta dello Sport analizza quello che potrebbe essere il canovaccio tattico del match. 

“Probabilmente il Basilea ha ingigantito i valori dello Shakhtar, ma è meglio non illudersi: gli ucraini non sono il Leverkusen, sono una squadra con Dna “mutante” (europeo e brasiliano) e con spessore, mentalità e colpi da Champions. Come l’Inter. I nerazzurri sono favoriti perché la difesa sembra la migliore dell’Europa League e Lukaku vive un momento irripetibile, ma è difficile che alla fine si ripeta il diluvio di occasioni centrate o sprecate come contro i tedeschi. Sarà una sfida molto più equilibrata. L’impressione confermata dal 4-1 al Basilea è che lo Shakhtar sia una squadra diversa dall’Inter. Non fisica, ma tecnica, veloce e imprevedibile. Nominalmente si schiera con un 4-2-3-1, ma il movimento rapido, in verticale e in orizzontale, dei suoi interpreti la rende di difficile classificazione. Come prenderla? Non dà punti di riferimento, è scaltra, tende a congelare la manovra con un sapiente palleggio basso e la palla incollata ai piedi, per poi innescare verticalizzazioni improvvise soprattutto dalle fasce. Il possesso aiuta a creare una teorica superiorità a centrocampo, per cui l’Inter dovrà aggredire, ma con giudizio, per non scoprirsi. L’Atalanta l’ha travolto con un’aggressione per 90’ a dicembre, ma l’Inter ha altre armi”.