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Lukaku come Ronaldo? Solo nel numero di gol. Il centravanti belga ha segnato 34 reti nella sua prima stagione in nerazzurro, eguagliando il Fenomeno nel 1998. Quando il brasiliano vinse la Coppa Uefa segnando il 3-0 alla Lazio dribblando il portiere Marchegiani, seconda voce del telecronista Marianella nella finale di Europa League persa ieri col Siviglia a Colonia. Dove Lukaku era partito alla grande, guadagnandosi e realizzando il rigore dell'illusorio vantaggio nerazzurro. Ma poi ha fallito nella ripresa, sbagliando il gol del possibile 3-2 solo davanti al portiere e facendo autorete. 

Nessun calciatore di oggi regge il paragone con quel Ronaldo. Lukaku va confrontato con Icardi, a segno 20 volte con la maglia del Paris Saint-Germain. Domani sera il bomber argentino guarderà la finale di Champions League contro il Bayern Monaco dalla panchina. Numeri a parte, l'apporto del gigante belga è migliore anche per il gioco. Lukaku è un uomo squadra e gioca per i compagni, invece Icardi è un individualista e ha bisogno che i compagni giochino per lui: questa è la grande differenza. E l'Inter ci ha guadagnato parecchio.