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    Inter, ma quale Skriniar: adesso il capitano è Lautaro

    Inter, ma quale Skriniar: adesso il capitano è Lautaro

    Non è stata una doppietta “normale” quella di ieri sera. Lautaro Martinez ne ha messe a segno diverse e contro avversari più prestigiosi, ma i due gol rifilati alla Cremonese hanno un sapore speciale perché il “Toro”li ha realizzati con la fascia da capitano al braccio. Chi ha giocato a calcio sa che non è solo un pezzo di stoffa appiccicato alla manica della maglietta, lo sa ancor meglio chi ha vissuto le ultime vicende di casa Inter, dove club e tifoseria avevano indicato Milan Skriniar come naturale successore di Samir Handanovic. Un amore che sta per finire in tragedia, visto che a Milano sono tanti quelli che si sentono raggirati dallo slovacco, reo di non aver comunicato con chiarezza le proprie, ma di essersi trincerato dietro frasi di circostanza che hanno illuso i tifosi. Il 7 gennaio, all’U-Power stadium di Monza, la Curva nerazzurra aveva addirittura esposto uno striscione in onore del difensore: “Sei il nostro capitano e il padrone di Milano. Resta con noi”. È evidente che non andrà così.

    SCELTE FUTURE - Chi invece sembra voler restare, seppur nella tormenta, è Lautaro Martinez, attualmente uno dei simboli di questa squadra, ma anche tra i più amati della tifoseria, insieme a Barella. È vero, stando alle gerarchie, escluso Skriniar per evidenti motivi, i gradi di capitano spetterebbero a Brozovic (già vice), ma ultimamente anche i rapporti con il croato non sembrano essere ai massimi storici e forse per l’Inter è già giunto il momento di scegliere un nuovo capitano. Cosa che probabilmente non accadrà adesso, anche per non alterare gli equilibri di uno spogliatoio che in questa stagione ha già vissuto troppe turbolenze.

    Ma chissà che per il futuro la scelta possa ricadere proprio su Lautaro Martinez, sempre più leader e bomber dell’Inter guidata da Simone Inzaghi. Un riconoscimento che va al di là dei gol segnati dal Toro, giunto già a quota 11 in classifica marcatori. In viale della Liberazione lodano continuamente l’attaccamento e la professionalità del calciatore che, prima dei Mondiali, ha stretto i denti e giocato anche con qualche problema alla caviglia. A dimostrazione del suo grande spessore umano e professionale. A riprova di ciò, più di un dirigente, nel corso del consueto brindisi di Natale svoltosi in sede, spiegava quanto fosse inutile interrogarsi sui tempi di recupero di Lukaku e che a meritarsi una statua, per i rischi corsi, era proprio Lautaro Martinez. Che poi è partito per il Qatar, tornando addirittura con la Coppa di campione del mondo. Perché forse il karma esiste e restituisce esattamente quanto elargito. E forse, tra le cose da raccogliere, potrebbe esserci anche quella fascia da capitano maltrattata da Skriniar.

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