Siamo ormai quasi alla fine di gennaio e per molte operazioni di mercato effettuate lo scorso anno si possono provare a tirare già i primi bilanci. Tra queste c'è sicuramente quella di Nainggolan: un trasferimento che la scorsa estate fece esultare gli interisti ed inviperire la maggioranza dei romanisti, tanto che tra questi c'è chi disse che Nainggolan era stato ceduto per un tozzo di pane ed un sorso d'acqua (Santon e Zaniolo). Un'esagerazione a ripensarci oggi, anche perchè a distanza di qualche mese nel triangolo di mercato Roma-Nainggolan-Inter, l'unica ad averci guadagnato sembra essere proprio la Roma, a dispetto di quanti a inizio stagione avevano aspramente criticato l'operato di Monchi e la socieàta giallorossa. Chi invece sembra irrimediabilmente averci perso sono proprio Nainggolan e l'Inter che sembrano aver commesso un errore dalle proporzioni indefinite e incalcolabili. Nainggolan infatti mai e poi mai avrebbe voluto lasciare la Roma, l'Inter mai e poi mai avrebbe dovuto comprare un giocatore che non voleva vestire il nerazzurro, e Nainggolan e l'Inter mai e poi mai dovrebbero continuare a insistere su un rapporto che è nato male, sta crescendo peggio e chissà come potrebbe finire.

L'apporto del calciatore belga alla causa nerazzurra in questa prima parte di stagione è stato non solo al di sotto delle aspettative, ma decisamente insufficiente. Spalletti aveva fatto carte false per portare all'ombra della Madonnina quello che era a tutti gli effetti il motore tattico della sua Roma; ma ad oggi, di quel formidabile meccanismo non si è vista nenche l'ombra e si ha la netta sensazione che la benzina non solo sia poca, ma stia addirittura finendo. Nainggolan infatti sembra essere solo la pallida controfigura di quel condottiero che si vedeva giocare all'Olimpico, un giocatore che nei suoi anni alla Roma si era sempre contraddistinto per ardore atletico e per spinta motivazionale, che si traduceva in partite in cui dava sempre il tutto per tutto senza mai risparmiarsi. Ebbene quel giocatore non si è mai più rivisto con la maglia nerazzurra, anche perchè Nainggolan non sembra mai essersi calato nel ruolo per il quale pure sarebbe pagato, ovvero quello di leader del centrocampo nerazzurro. Un ruolo che però evidentemente non lo ha catturato, questo lo si era intuito sin da subito e lo si era capito a dicembre, quando uscì quella telefonata all'interno della quale si sentiva chiaro e tondo lui che parlava della possibilità e del desiderio di tornare alla Roma, magari confidando anche nell'aiuto del suo caro amico Totti. Una telefonata inopportuna e infelice certo, ma che pure dovrebbe essere tenuta in considerazione, magari anche all'interno di questa stessa sessione di caciomercato invernale; perché checché ne dica Spalletti, al di là degli infortuni e delle vicende al di fuori del campo da gioco, la realtà è che Nainggolan all'Inter non è mai arrivato veramente e la sua testa è rimasta sempre nella capitale, con buona pace del suo allenatore, che pure fa di tutto per nascondere questa scomoda verità. Ovviamente un suo ritorno a Roma è pressochè impensabile, anche perché nel frattempo, quello che sembrava essere solo una giovane promessa dal futuro tutto da dimostrare, si sta invece trasformando giornata dopo giornata in una certezza importante e legata al presente, mi riferisco ovviamente a Zaniolo, una sorta di vero e proprio gioiello che Monchi aveva intuito sin da subito.

L'Inter e Nainggolan dovrebbero trovare il coraggio di fare una scelta estrema ed immediata, perchè quando non scocca la scintilla dell'amore, poi si finisce sempre e inevitabilmente per vivere un matrimonio inutile e dannoso per entrambe le parti, perché se Spalletti spera seriamente di raddrizzare la baracca si sbaglia di grosso, in quanto Nainggolan non solo non ha e non avrà mai più le motivazioni che aveva in giallorosso, ma soprattutto sembra aver imboccato una parabola discendente dal punto di vista atletico, due elementi che sono sotto gli occhi di tutto il popolo nerazzurro e dei quali sarebbe una follia non tenerne conto. Ecco perché forse bisogna avere il coraggio di fare una scelta, magari apparentemente folle nell'immediato, ma che alla lunga potrebbe rivelarsi strategicamente esatta sia per l'Inter che per Nainggolan, perché nella vita e nel calcio in particolar modo, senza volontà e motivazione non si arriva mai da nessuna parte.