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Prima dominio, poi sofferenza, per una pazza Inter che alla fine riesce a vincere per 3-2 a San Siro contro il Napoli e, sfruttando anche il contemporaneo stop del Milan nella giornata di ieri contor la Fiorentina, si porta ufficialmente a -4 dalla vetta ri-scrivendo il proprio nome nella corsa scudetto. Dopo il gol di Zielinski in apertura prima Calhanoglu su rigore, poi Perisic e quindi Lautaro certificano un dominio territoriale che si interrompe nei 20 minuti finali dove l'ingresso di Mertens e i cambi di Inzaghi hanno portato gli uomini dell'ex Luciano Spalletti a un passo dal pareggio.

È l'Inter a partire forte con Lautaro Martinez che va subito vicino al gol di testa e con Darmian che in sovrapposizione arriva al tiro dal limite non trovando di poco la porta. Ma nel miglior momento dei nerazzurri, una palla persa ingenuamente da Barella concede al Napoli il contropiede che porta al gol dell'1-0: Insigne scappa in verticale e al limite serve al centro per Zielinski che, di prima, tira di potenza cogliendo tremendamente impreparato Handanovic che reagisce all'ultimo e non può nulla.

La rete degli ospiti non scuote i nerazzurri che riprendono a macinare occasioni anche grazie a una posizione fra le linee di Barella che fatica ad essere letta da centrocampisti e terzini. Proprio Barella, su assist di Darmian è il protagonista dell'episodio che porta al pareggio nerazzurro al 25': il centrocampista italiano calcia di prima a centro area trovando un evidente deviazione di braccio di Koulibaly che però Valeri non vede. Il var interviene e convince l'arbitro a concedere il rigore che Calhanoglu trasforma.

Il Napoli subisce il colpo e non riesce più a portare pericoli verso la porta di Handanovic e allora è l'Inter ad andare due volte vicino al gol con Lautaro Martinez, che a giro manda a lato di un soffio e poi con Barella che costringe Ospina all'intervento di pugno. Il gol però è nell'aria e arriva al 44esimo grazie a Perisic che anticipa tutti di testa sul calcio d'angolo di Calhanoglu e manda la palla oltre la linea rendendo inutile la parata di Ospina (confermato dalla goal line technology.

Nella ripresa sono ancora i nerazzurri a partire più forte con Lautaro che subito costringe Ospina all'intervento ravvicinato e quando Spalletti perde Osimhen per infortunio (testa contro testa con Skriniar), la gara si incanala perfettamente nei binari tracciati da Inzaghi che trova anche il 3-1 in contropiede guidato Correa e concluso con un diagonale perfetto da Lautaro che si sblocca e ritrova il gol. Inzaghi si accontenta, pensa probabilmente alla gara contro lo Shakhtar e con i cambi ridà linfa al Napoli abbassando troppo la squadra. E così basta l'eurogol di Mertens, cambio questa volta azzeccato da Spalletti, a rimettere in partita gli azzurri che proprio con il belga arrivano anche a sfiorare il 3-2.

Gli 8 minuti di recupero sono un'autentica sofferenza con Handanovic che è costretto all'intervento al limite fra il grottesco e il miracoloso sul colpo di testa a botta sicura di Mario Rui che si arrampica sopra la traversa tenendo il risultato invariato. E a 1 minuto dalla fine è ancora Mertens a divorarsi letteralmente il gol del pari mandando alto al volo mentre era liberissimo sul secondo palo. Il triplice fischio di Valeri è una liberazione per i nerazzurri che piazzano lo scatto fondamentale per tornare nella lotta scudetto a pieni polmoni riportandosi a -4 da Milan e Napoli.