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Vietato nascondersi dietro all'arbitro. I gravi errori di Rocchi sono stati decisivi e hanno rovinato una bella partita, ma il ko di sabato col Napoli ha messo in mostra anche le lacune dell'Inter: fingere di non vederle sarebbe uno sbaglio imperdonabile.

A differenza dell'era pre-Calciopoli in cui si favoriva (quasi) sempre una squadra (bianconera) negli ultimi anni è nato un nuovo tipo di sudditanza psicologica, che penalizza i giocatori poco famosi. Tanto per fare un esempio, se gli interventi di Obi li avesse fatti capitan Zanetti probabilmente l'arbitro non avrebbe neppure fischiato fallo. Oppure, se al posto di Julio Cesar , avesse protestato così platealmente Alvarez, il giovane argentino sarebbe stato sicuramente espulso.

Giocare in dieci contro undici sotto di un gol rappresenta un notevole handicap, che però da solo non basta per giustificare la schiacciante superiorità mostrata nel secondo tempo dagli uomini di Mazzarri, manco fossero il Barcellona. La verità è che i nerazzurri sono assai carenti sotto l'aspetto fisico, infatti sono durati solo mezzora. Questa autonomia limitata, nonostante i guizzi vincenti nei finali di gara, era già apparsa anche durante le trasferte di Bologna e Mosca. La speranza è che si tratti di un problema di condizione (quindi risolvibile nel tempo col lavoro) e non di un calo dovuto al logorio di giocatori troppo avanti con l'età.

Le prime tre partite della stagione a San Siro senza vittorie e senza gol segnati rappresentano dei preoccupanti campanelli d'allarme. Le uniche consolazioni sono che il Milan ha solo un punto in più e che questo campionato è molto equilibrato, quindi nulla sembra compromesso. Per il partito degli ottimisti, ricordiamo che l'Inter non parte così male dal 1970-71, quando si laureò campione d'Italia dopo un cambio di allenatore a stagione in corso... Ranieri incrocia le dita.