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    Inter, non solo Inzaghi e Zhang: anche Marotta ha le sue colpe

    Inter, non solo Inzaghi e Zhang: anche Marotta ha le sue colpe

    • Gianni Visnadi
      Gianni Visnadi
    È comune pensiero che sia tutta colpa di Inzaghi. Che non ha voluto Dybala, che ha scelto Handanovic rimandando l’esordio di Onana, che ha puntato su Gosens preferendolo a Perisic, che ha chiesto e difeso Correa, che ha tenuto nascosto Asllani fino all’infortunio di Brozovic, che sbaglia i cambi e così ha perso uno scudetto. È altrettanto comune pensiero che l’altra parte delle colpe debba cadere sulla famiglia Zhang, che è arrivata, ha risollevato l’Inter, ha investito, ma poi ha dovuto fermarsi: blocco dei fondi del governo cinese, crisi aziendale, crisi pandemica, nell’Inter solo i soldi necessari per ripianare le perdite, niente mercato (ma non è vero), e adesso una cessione ritardata, per la “pretesa” di incassare quanto richiesto (ci mancherebbe fosse il contrario). Si fa in fretta a dire: l’Inter è di tutti, l’Inter è dei tifosi, può anche essere che in parte lo sia, ma i buchi continuano a chiuderli i cinesi, non i tifosi, perché dunque gli Zhang dovrebbero farsi da parte, rimettendoci altri soldi?

    Inzaghi e gli Zhang, poi c’è chi rimprovera qualcosa anche ai giocatori. Ad Handanovic di essere invecchiato, a Lukaku di essere tornato sovrappeso e di non guarire, a Skriniar di pensare al contratto, a Gagliardini e qualcun altro di non essere bravo abbastanza. Perché nessuno o quasi parla mai di Beppe Marotta? Il motore del club, quello che via lui la Juventus è andata in crisi, quello che non sbaglia mai un acquisto e invece ha preso Gosens a 25 milioni anziché rinnovare il contratto a Perisic. Si continua a dire e a scrivere che è stata una scelta del croato quella di lasciare l’Inter, ma si fa riferimento al tentativo di accordo a stagione finita, quando Perisic aveva già deciso di andarsene. L’errore – di Marotta, non di Inzaghi – è a gennaio, quando l’Inter prende un giocatore infortunato, credendo di avere con lui l’erede di Perisic. E invece un anno dopo si scopre che è solo la riserva di Dimarco, che faceva (senza mai giocare) la riserva di Perisic.

    Marotta ha quarant’anni di calcio alle spalle, attraversato a ogni livello dirigenziale, e magari sarà il prossimo presidente federale. Ma perché ha rinnovato il contratto a Inzaghi, un mese dopo lo scudetto perso, mentre il Milan non l’ha ancora fatto con Pioli, che quello scudetto invece l’ha vinto? Anche questo è un errore, perché sta rallentando un processo decisionale che difficilmente potrà essere evitato. E con l’ingaggio aumentato del 50%: a quale titolo e nonostante la crisi finanziaria della società?

    Perché è stato rinnovato il contratto a Handanovic, se poi Inzaghi non avrebbe potuto confermarlo titolare? Fare passare come decisione del tecnico il mancato arrivo di Dybala è un falso storico: quando Dybala è stato bloccato, l’Inter credeva di vendere Martinez, che poi nessuno ha richiesto. Adesso si guarda a Correa, che Inzaghi avrebbe voluto tenere a ogni costo, preferendolo alla Joya, ma è tutto fumo negli occhi. Per non parlare della questione Skriniar: chi glielo spiega a Zhang se a giugno va da svincolato al PSG dopo che sono stati rifiutati 50 milioni? O se invece parte a gennaio per meno della metà, senza che nemmeno ci sia un sostituto all’altezza? Non si potrà dire che è solo colpa di Inzaghi, che pretendeva di avere la conferma dell’intero organico.

    I risultati hanno messo il tecnico con le spalle al muro e non già dopo la Roma, ma anche prima, Inzaghi si è sentito tremendamente solo. Ecco perché prima di incrociare Mourinho ha alzato un’altra volta la voce, mostrando i muscoli e tirando in ballo cose che in società non sono piaciute a nessuno, dai trofei vinti alle questioni di bilncio. Il campo gli ha dato torto e la situazione è peggiorata. Inzaghi legge i giornali e guarda la tv, altro che mental coach, e nonostante sia giovane ha sufficiente esperienza per capire che in questa bufera è molto più solo di quanto si voglia far credere. Un uomo solo, che vorrebbe restare al comando. 

    @GianniVisnadi

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