Svolta bianconera. Dopo la trasferta con la Juventus e un impegno infrasettimanale di coppa a San Siro, l'Inter ha giocato in casa contro l'Udinese. Proprio come l'anno scorso, quando allo 0-0 dello Stadium ne seguì un altro in Coppa Italia col Pordenone (poi sconfitto ai rigori) prima del primo ko stagionale con i friulani. Quest'anno i nerazzurri hanno perso di misura a Torino, pareggiato col PSV in Champions (retrocedendo in Europa League) e battuto l'Udinese. Che l'anno scorso segnò una svolta in negativo, mentre ora può e deve rifarlo ma in positivo. Per chiudere in bellezza il 2018 nelle trasferte a Verona col Chievo e a Empoli, intervallate dallo scontro diretto con il Napoli di Santo Stefano a San Siro. 

ICARDI MEGLIO DI DZEKO E HIGUAIN - Tanto per cambiare, sull'ultima vittoria dell'Inter c'è la firma di Mauro Icardi. In attesa di mettere nero su bianco al rinnovo del contratto, l'attaccante argentino si conferma un bomber di razza. Il cucchiaio su rigore è il gol numero 9 del numero 9 nerazzurro in questo campionato, il 13° stagionale e il 120° in 201 presenze con la maglia dell'Inter. Scusate se è poco. Per lui parlano i numeri, ma non solo. Perché nelle ultime tre partite ha zittito anche le critiche sullo scarso apporto alla manovra. Meno male che nelle ultime due estati né lui, né gli uomini mercato nerazzurri hanno ascoltato chi sosteneva fosse meglio venderlo per prendere un altro centravanti che facesse giocare meglio la squadra: prima Dzeko e poi Higuain. Nonostante sia più giovane, Icardi ha già fatto più gol (119) e più assist (28) di entrambi in Serie A. Chi vuole attaccarlo ancora deve inventarsi qualcos'altro, tipo le critiche (assurde) per essere andato a vedere la finale di Libertadores tra Boca e River a Madrid... Tanto Mauro è impermeabile a queste polemiche da bar.  NEDVED RUFFIANO CON MAROTTA - A proposito di polemiche, è doveroso prendere atto delle ultime dichiarazioni di Nedved su Marotta: "E' strano vederlo all'Inter, è un grande professionista ma forse non è mai stato juventino". 
Solo un paio di mesi fa, lo stesso Nedved aveva speso ben altre parole per lo stesso Marotta: "E' stato molto importante, mi ha insegnato molto. Ho grandissima ammirazione e grandissimo rispetto per lui. Lo ringrazio pubblicamente perché, soprattutto con me, è stato immenso: mi ha aiutato, mi ha spiegato e rispiegato le cose quando non capivo. E' difficile immaginare la Juve senza Marotta". 
Ecco, il buon Pavel lo ha dimenticato abbastanza in fretta. Ma non gliene facciamo una colpa, anzi: al contrario di Icardi, è bravissimo ad arruffianarsi i tifosi.