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Roberto Samaden si gode lo scudetto Primavera. Il responsabile del settore giovanile dell'Inter ha dichiarato: "Non arrivavamo da favoriti, anche perché la Roma ha fatto una grande stagione e ha una rosa importante. Ma quando fai risultato per 17-18 partite consecutive e arrivi secondo in campionato vuol dire che la squadra è in crescita. Questo è merito del lavoro di Chivu, che ha anche plasmato ragazzi molto giovani. Questo all'inizio della stagione ha comportato fatica, ma poi siamo cresciuti. Se negli ultimi 7 anni fai 4 finali significa che ci sei sempre. Si può vincere o meno, ma c'è grande continuità e questo è merito di chi lavora nel settore giovanile".

"Chivu ha iniziato con noi e ha fatto tutta la trafila. Anche quest'anno si è sicuramente evoluto durante il percorso. Ho sempre detto che ha tutte le possibilità di essere anche un grandissimo allenatore, ma soprattutto è una grandissima persona. Ha dato sempre l'esempio a tutti i ragazzi che ha allenato e anche quest'anno bisogna ringraziarlo anche per i risultati".

"Giovani pronti per la prima squadra? Bisogna chiedere a Marotta e Ausilio. Il nostro è avere sempre prospetti da offrire alla dirigenza, visto che poi vengono gestiti nel migliore dei modi. Penso ci siano ragazzi giovani e pronti. Quali? Giusto che queste valutazioni vengano fatte dall'alto".
"Ogni giocatore deve fare il suo percorso. C'è chi anticipa, chi matura più tardi. Non dimentichiamo che tanti sono arrivati dall'estero e che tanti sono arrivati durante il Covid. Ancora di più ora bisogna avere pazienza. Poi è il campo che parla e siamo noi a doverli mettere nelle condizioni per rendere al meglio. Il tempo dirà chi è pronto. Oggi mancavano altri giocatori. Abbiamo vinto con giocatori del 2005".

"La chiamata di Gnonto? Inaspettata, ma Mancini ha talento in questo. Gli vogliamo bene, ha scelto di proseguire la sua carriera altrove. E' un ragazzo che merita ogni bene e lo sottolineano le sue prestazioni allo Zurigo".

"La stella? Aver vinto questi scudetti è la dimostrazione che il lavoro c'è. Stella o non stella sappiamo che portiamo addosso il nostro logo e che ci guida Facchetti con la sua immagine al centro sportivo. Quello per noi è motivo di orgoglio".