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Nel calcio le cose cambiano in fretta e probabilmente è il caso di rimettersi seduti a tavolino per riaprire un fascicolo che l’Inter aveva chiuso troppo in fretta. Perché fino a un mese fa Alexis Sanchez era con un piede fuori da Appiano Gentile, al punto che qualcuno parlava addirittura di anticipato addio a gennaio. E invece… 

FATTORE SANCHEZ - E invece non solo non ci sarà un addio anticipato, ma forse l’Inter penserà di posticipare la partenza del cileno. Perché nel frattempo Sanchez ha iniziato ad essere un fattore determinante, da titolare e da subentrante. L’ex Udinese è uno che sa cambiare le partite anche a gara in corso ed è così che ha messo la sua firma sulla finale di Supercoppa, entrando dalla panchina e decidendo il match, generando l’apoteosi di San Siro per quel gol al 120’ che ha deciso la finale contro la Juventus, nemica di sempre.  

RIFLESSIONI - E se è vero che i gol vanno pesati e non contati, quello di ieri sera fa pendere decisamente il piatto della bilancia verso il calciatore cileno, che per qualità individuale non è secondo a nessuno degli attaccanti della rosa nerazzurra. È vero l’ingaggio di Sanchez è oneroso ma l’Inter dovrà comunque fare due conti. Perché le risorse economiche da investire sul mercato sono tutt’altro che illimitate e a buon mercato uno più forte di Sanchez è difficile da trovare. Ecco perché le ultime prestazioni del cileno inducono a serie riflessioni la dirigenza nerazzurra, che domani potrà aggiungere una nuova Coppa alla sala trofei di viale della Liberazione, potrebbe tornare sui propri passi e riconsiderare la possibilità di riaprire i dialoghi con Sanchez, tornato “Maravilla”. 

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