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L'Inter che scenderà in campo domani a Cesena alle 15 sarà da pochi minuti la squadra ex campione del Mondo. Nel momento in cui i nerazzurri metteranno gli scarpini sul campo del Manuzzi, sarà infatti da poco finita la finale del Mondiale per club 2011 fra Barcellona e Santos (calcio d'inizio alle 11.30 italiane). 
 
Si chiude quindi l'anno dell'Inter campione del Mondo. Un anno vissuto con il prestigioso stemma Fifa sulla maglia, ma anche un anno vissuto molto pericolosamente dalla società nerazzurra. 
 
Basti vedere alla voce allenatori: in un solo anno, dopo Benitez, che ha conquistato il titolo un anno fa, si sono avvicendati Leonardo, Gasperini e, ora, Ranieri. E non mancano le voci sul futuro: si va da Figo, che sarebbe pronto a subentrare nel caso di un tracollo (che sembra ormai scongiurato) di Ranieri, al sogno Guardiola, dalla suggestione Baggio, alla tentazione Spalletti. Tutte ipotesi, le ultime tre, per il 2012-13.
 
Per non parlare poi dei giocatori. In estate se ne è andato Eto'o, l'anno prossimo forse toccherà a Sneijder, due dei grandi protagonisti della cavalcata vincente nerazzurra nel 2010, prima verso il titolo di campione d'Europa e poi verso il Mondiale. E mentre i giovani nerazzurri stanno mettendo fuori la testa (Alvarez, Coutinho, Faraoni, Caldirola, Castaignos), l'anno che verrà potrebbe essere quello della rifondazione, con i ringraziamenti e i saluti a buona parte del (vincente) gruppo storico: Julio Cesar, Chivu, Maicon, Samuel, Lucio, Cordoba, Stankovic, Milito. Tutti, o quasi, potrebbero lasciare Appiano, là dove solo capitan Zanetti e Cambiasso sembrano intoccabili.
 
E poi c'è Massimo Moratti. E' ovvio, e inevitabile, che una ripartenza dell'Inter per una nuova scalata verso il tetto del mondo non possa prescidere dalla voglia, dall'entusiasmo e dalla fame di vittorie del suo presidente. Ma Moratti ne ha ancora? O anche in questo caso è arrivato il momento di un avvicendamento (ai figli, a nuovi investitori)?