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Bentornata Inter, dal quarto al secondo posto, a pari punti con la Lazio davanti alla scatenata Atalanta. E pazienza se questo 3-1 con il Torino è stato più sofferto di quanto dica il punteggio. L’importante per i nerazzurri era tornare a vincere, dimenticando sia la sconfitta in casa con il Bologna, sia il deludente pareggio a Verona. E il successo è arrivato dopo un brutto primo tempo chiuso in svantaggio, per la verità più per colpa di una papera di Handanovic che per merito del gol di Belotti. Stavolta, però, la reazione è stata quella giusta e vale doppio, pensando all’assenza dell’infortunato Lukaku e ai tre gol, in appena 16’, con altrettante firme: Young, Godin e Lautaro. Successo di squadra, quindi, favorito dalla grande prestazione di Sanchez e dalla generosità del ritrovato Lautaro, senza sottovalutare, però, la scarsa resistenza di un Torino davvero “ino”.  

BOCCIATO ERIKSEN -  Conte sorprende tutti, a cominciare da Eriksen, perché per la seconda partita consecutiva preferisce il trentacinquenne Borja Valero al danese, con tanti saluti alla necessità del turnover per le partite ravvicinate e il caldo. E’ la terza panchina nelle ultime quattro partite per Eriksen e mai come stavolta si può parlare di bocciatura. Ma come se non bastasse questa strana decisione, dopo la bella prova di Verona dove aveva segnato il primo gol e provocato l’autorete del secondo, anche Candreva va a fare compagnia a Eriksen, rilevato da D’Ambrosio. E oltre a loro due riposa Skriniar, con Godin al suo posto a destra, in linea con De Vrij e Bastoni. In compenso viene confermato il multato Brozovic, lento a Verona ma troppo veloce in auto, con patente sospesa per un semaforo rosso e un tasso alcolico oltre i limiti. Come sempre al fianco di Gagliardini, tra D’Ambrosio e Young, il croato è una pedina chiave nel ritoccato 3-4-1-2 in cui Borja Valero galleggia alle spalle di Lautaro e di Sanchez, visto che Lukaku è infortunato. Come sempre, però, il problema non è il modulo bensì l’interpretazione dei singoli, perché senza gli infortunati Barella, Sensi e Vecino, l’Inter conferma di non avere qualità in mezzo al campo, perché Borja Valero non ha il guizzo del trequartista, mentre Brozovic e Gagliardini non vanno oltre il passaggio corto e spesso orizzontale. Il risultato è l’isolamento dei due attaccanti e più in generale una pressione velleitaria di un’Inter confusa, senza idee e senza ritmo.

REGALO HANDANOVIC -  Chiuso nella propria metà campo, il Torino dà l’impressione di aspettare il momento giusto per avvicinarsi ad Handanovic e il momento giusto arriva in fretta. Più della spinta sulle fasce di De Silvestri a destra e Ansaldi a sinistra, che dovrebbero scodellare cross per le due punte Belotti e Verdi, la differenza la fa una papera di Handanovic, ancora più clamorosa per un portiere che tante volte ha salvato l’Inter. Su un innocuo calcio d’angolo, il numero uno nerazzurro blocca il pallone in presa alta ma poi se lo fa incredibilmente sfuggire e Belotti che se lo ritrova sul sinistro non ha difficoltà a infilarlo alle sue spalle, andando a segno per la sesta partita consecutiva. E così il Torino si trova a sorpresa in vantaggio, mentre Handanovic da grande capitano chiede scusa a tutti per l’errore.

RIMONTA INTER - La botta fa male all’Inter che torna ad attaccare ma senza la necessaria precisione perché soltanto Lautaro impegna Sirigu, che devia senza problemi. Visto il nulla del primo tempo, si attende una mossa da Conte che invece conferma la stessa squadra dopo l’intervallo. Come era successo a Verona, però, l’Inter riparte con un altro spirito e nel giro di 2’ ribalta il Toro. Brozovic finalmente smarca Lautaro che di testa appoggia a centro area per Young, bravissimo a battere Sirigu. E subito dopo azione ancora più bella, con Sanchez che triangola con Young e di testa offre il pallone a Godin, perfetto a sua volta di testa con la deviazione del 2-1. Gol importantissimo per lui, che non aveva mai segnato in campionato, e per l’Inter capace addirittura di portarsi sul 3-1 grazie allo scatenato Sanchez che recupera un pallone e smarca Lautaro, la cui conclusione deviata da Bremer spiazza Sirigu.

BELOTTI SOLO - Colpito e affondato, il Torino conferma tutti i suoi gravi limiti, soprattutto in difesa perché appena l’Inter alza il ritmo Izzo e compagni sbandano. Così non basta la grinta del capitano Belotti, sempre troppo solo ma capace comunque di colpire una traversa di testa. E non bastano nemmeno i tre cambi contemporanei di Longo che inserisce Berenguer, Lukic e l’interessante Singo al posto di Ansaldi, Meitè e De Silvestri. Anche Conte si decide a utilizzare chi sta in panchina, sostituendo i due esterni D’Ambrosio e Young con Candreva e Biraghi. Poi dopo Skriniar che rileva Godin arriva il contentino per Eriksen che gioca soltanto gli ultimi 9’ al posto di Lautaro. Troppo poco per un grande giocatore come lui. Ma quando si vince va bene tutto. 



IL TABELLINO

Inter-Torino 3-1


Gol: 48’ s.t. Young, 51’ s.t. Godin, 61’ s.t. Lautaro

Assist: 48’ s.t. Lautaro, 51’ s.t. Sanchez

Inter: Handanovic; Godin (dal 31’ s.t. Skriniar), de Vrij, Bastoni; D’Ambrosio (dal 26’ s.t. Candreva), Gagliardini, Brozovic, Borja Valero, Young (dal 26’ s.t. Biraghi); Sanchez, Lautaro 38’ s.t. Eriksen).

Torino: Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri (dal 19’ s.t. Singo), Rincon, Meite (dal 19’ s.t. Berenguer), Ansaldi (dal 19’ s.t. Lukic), Aina; Verdi, Belotti.

Ammoniti: Godin (I), Aina (T), Meite (T), De Silvestri (T), D’Ambrosio, Brozovic (I), Sanchez (I), Biraghi (I)

Arbitro: Davide Massa (della Sezione di Imperia)Inter-Torino 3-1