Nella vita non esistono mezze misure: in particolar modo nel calcio, soprattutto in Italia e specialmente all'Inter. Fino al pareggio allo Juventus Stadium, Spalletti e Icardi erano considerati dei re Mida. Ora, con la squadra sempre più in crisi e scivolata fuori dalla zona Champions per la prima volta in questo campionato, le critiche riguardano tutti. Anche il capitano (fuori per infortunio) e l'allenatore. Per non parlare di società e dirigenza, i bersagli preferiti. 

TUTTI CONTRO TUTTI - Tra i due uomini mercato viene risparmiato l'ultimo arrivato, Walter Sabatini. Al contrario di Piero Ausilio, finito nel mirino dei tifosi dopo gli acquisti multi-milionari che si sono rilevati un buco nell'acqua: da Kondogbia a Dalbert passando per Joao Mario e Gabigol. Ma siamo sicuri che sia stato proprio il d.s. nerazzurro a scegliere tutti questi "colpi" di mercato? 

ZANETTI & ZHANG - Il vicepresidente Javier Zanetti non ha più potere decisionale nell'area tecnica, anche se quando serve fa valere la propria immagine con gli argentini come nelle trattative per Banega, Colidio e Lautaro Martinez. Ma, quando le cose vanno male, pure l'ex capitano finisce nell'occhio del ciclone. Per i motivi più insignificanti: basti pensare alla sua comparsata nel video musicale "Volare" di Rovazzi, alla Suning Dance o al gelato mangiato sabato sera allo stadio di Genova. Polemiche assurde. 

ZHANG JR - Le critiche non potevano risparmiare la proprietà. Suning ha investito, sta investendo e investirà ancora tanti soldi nell'Inter. Non solo sul mercato. Più che altro paga i grandi proclami, con le promesse di campioni e vittorie: "Andiamo a comandare". Questa frase pronunciata da Steven Zhang alla festa di Natale si sta ritorcendo contro il figlio di Jindong, criticato anche per essersi regalato un'automobile che costa quanto mezza difesa del Benevento, prossimo avversario dei nerazzurri sabato sera a San Siro. Assurdo, come per Zanetti.

#SUNINGOUT - Lo stesso discorso vale per #InterIsComing. Sui social network alcuni tifosi hanno lanciato un altro hashtag: #SuningOut. E qualcuno avanza l'idea di un azionariato popolare. Un'ipotesi campata per aria, che in Italia sarà molto difficile se non impossibile vedere realizzarsi ad alti livelli. Magari sarebbe fattibile se i tifosi versassero nelle casse del club 10 euro per ogni critica o insulto... A differenza del Milan, l'Inter ha la fortuna di avere alle spalle un gruppo solido e conosciuto. Non è poco: i cinesi meritano ancora tempo e fiducia. 

@CriGiudici
 
 
 

#nerazzurra

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